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 Oggetto del messaggio: Il monito della storia.
MessaggioInviato: mer ott 19, 2005 11:10 pm 
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PRIMA VORREI RICORDARE CHE IL PRIMO LEGISLATORE DELLA STORIA DELL'UOMO FU ZALEUCO LOCRESE...poi LA STORIA INSEGNA CHE :
Ogni volta che un popolo scende in piazza compatto , riesce a fare cose incredibili e inimmaginabili , Ceaucescu e la caduta del muro di Berlino ( e cito espressamente 2 fatti che hanno colpito una sinistra estrema per dimostrare che anche chi ha un 'idea di parte puo' essere obiettivo) , sono stati atti compiuti dal popolo . In Sud America il popolo ha combattuto i regimi , p.za Tienamen nonostante non abbia portato frutti concreti comunque ha lanciato un segnale... I giovani spontaneamente si sono ribellati giu' da noi e tra i tanti striscioni c'era uno che in sintesi diceva TRA QUALCHE GIORNO SAREMO SOLO UN TRISTE RICORDO . Non deve essere cosi' , io da lontano ho visto una Locride e una Locri che ha voglia di riemergere e reagire. La storia come ho scritto nel titolo , ha dimostrato che un popolo compatto puo' fare grandi cose... credo che a questo punto per rendere giustizia a tutti coloro che sono morti ingiustamente e cavalcare l'onda di questo triste momento per lanciare un segnale di vittoria forte , affinche' la morte del povero Dottore Fortugno sia l'ultima di un elenco che ormai è troppo troppo lungo.

non dimentichiamo che il popolo siamo noi e noi possiamo cambiare la nostra terra.


mi fermo qui aggiungendo una canzone che reputo bellissima ..
Artista: Nomadi
Album: Other
Titolo: Salvador



Salvador era un uomo, vissuto da uomo

morto da uomo, con un fucile in mano.

Nelle caserme i generali, brindavano alla vittoria

con bicchieri colmi di sangue, di un popolo in catene.



Da un cielo grigio di piombo

piovevano lacrime di rame,

il Cile piangeva disperato

la sua libertà perduta.



Mille madri desolate, piangevano figli scomparsi

l'amore aveva occhi sbarrati di una ragazza bruna.

Anche le colombe erano diventate falchi,

gli alberi d'ulivo trasformati in croci.



Da un cielo grigio di piombo

piovevano lacrime di rame,

il Cile piangeva disperato

la sua libertà perduta.



Ma un popolo non può morire, non si uccidono idee

sopra una tomba senza nome, nasceva la coscienza.

Mentre l'alba dalle Ande rischiara i cieli,

cerca il suo nuovo nido una colomba bianca.



Da un cielo grigio di piombo

piovevano lacrime di rame,

il Cile piangeva disperato

la sua libertà perduta.

Io aggiungo...BASTA LACRIME


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