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 Oggetto del messaggio: emergenza rifiuti
MessaggioInviato: lun nov 24, 2008 5:36 pm 
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Emergenza rifiuti: da lunedì la Locride come Napoli
Galluzzo e Crinò richiamano la politica regionale alle proprie responsabilità: “Urge aprire la discarica di Rossano!”

Mentre i cassonetti delle nostre strade traboccano di rifiuti e l’odore nauseabondo, appena mitigato dal freddo in arrivo, si diffonde nell’area, rendendo impossibile il passaggio ai pedoni, cerchiamo di capire qual è la fonte di un disagio annunciato. Un disagio in cui, a pochi mesi dall’emergenza campana, la Locride si trova immersa. A nulla sono serviti gli appelli lanciati già da diversi mesi dagli amministratori locali, che in prossimità dell’estate avevano annunciato la linea di non ritorno per la vicenda rifiuti della Jonica. Oggi, alla vigilia di Natale, ci si trova con le discariche esaurite per tutta la provincia di Reggio Calabria, con l’unica eccezione di Casignana bloccata perché al tracollo in quanto unico sito di stoccaggio disponibile per oltre 35 comuni. Una situazione di stallo che rischia di sfuggire di mano e che promette di far vivere giorni peggiori all’intera fascia ionica. “Un disastro annunciato da mesi – si pronuncia in materia il presidente del Comitato dei Sindaci Locride Salvatore Galluzzo – anche perché ora la discarica di Siderno è colma, poiché non può più sversare il Fos né a Casignana né a Gioiatauro ed i comuni dell’area non hanno altri siti disponibili. Il tutto nasce dal fatto che qualche mese fa la provincia di Reggio aveva dato la propria disponibilità ad accogliere i rifiuti provenienti in parte anche dalla Campania. Il piano di smaltimento rifiuti della Regione prevedeva l’entrata in funzione di una grande discarica di servizio per il fos (frazione organica stabilizzata – derivata dalla lavorazione di altri rifiuti ) a Cosenza (Rossano per l’esattezza) ma subito l’ipotesi veniva ad infrangersi con il sorgere di proteste locali”. Ricordiamo, che uno dei siti locali più efficienti, ora in difficoltà, è stato in questi mesi proprio Casignana in cui dal primo di ottobre è stato sversato il fos dell’intera provincia di Reggio compreso quello dell’area della Piana di Gioa Tauro. Ciò perché la discarica di Gioa Tauro era già esaurita in quanto impegnata ad assorbire il CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti -traduzione dell’acronimo inglese RDF -Refuse Derived Fuel - un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati eco balle) proveniente dall’intera Calabria, nonché la spazzatura indifferenziata proveniente dai comuni viciniori. Alla luce di tutto ciò è ben comprensibile l’allarme lanciato da Galluzzo : “Si rischia quello che è accaduto in Campania. La politica regionale non risponde all’emergenza come dovrebbe. Ancora una volta la provincia di Cosenza detta legge all’intera Calabria. Il no di Rossano verso l’apertura della prevista discarica di servizio registra il silenzioso assenso anche del Commissario regionale per l’emergenza ambientale che appare silente di fronte ad un’emergenza crescente”. Il territorio locrideo ancora una volta è abbandonato e l’emergenza viene lanciata anche dal primo cittadino di Casignana, sin ora disponibile ad accogliere i rifiuti dell’area vicina. “Non ce la faccio più – afferma il sindaco Pietro Crinò - a contenere le telefonate di protesta e gli appelli dei colleghi, che chiedono di continuare a sversare a Casignana. Qui, la discarica ha ancora disponibilità per rifiuti comuni, ma non per il fos, che quando viene trasportato lungo le strade cittadine , emana un odore nauseabondo. Del resto la disponibilità del mio paese a accogliere il fos era stata data il I° ottobre per far rientrare l’emergenza, ma da lunedì degli attuali 15 camion carichi di fos ne potremo accogliere solo 4 al giorno”. Anche il primo cittadino di Casignana afferma che l’unica soluzione è il rispetto del piano straordinario regionale, che prevede l’apertura del sito di Rossano. Del resto Crinò ci tiene a rassicurare i suoi compaesani rispetto alla composizione del fos, che per quanto nauseante non è di per sé pericoloso. Inoltre, specifica, che la discarica di Casignana è sottoposta a controlli continui, condotti dal Noe ( Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri) e dall’Arpacal, che ne garantiscono la sicurezza e il pieno rispetto delle normative comunitarie in materia di smaltimento. Ma la crisi rifiuti non nasce all’improvviso, ha i suoi prodromi nel mancato successo della raccolta differenziata, che rende i quantitativi di indifferenziata destinati alle discariche sempre maggiori e soprattutto ha origine nella scarsa volontà della politica regionale a dare il là al piano per l’emergenza, che prevede oltre a Rossano l’apertura nella provincia di Reggio delle discariche di Motta san Giovanni e Rosarno i cui tempi di funzionamento continuano a slittare. I sindaci uniti chiedo l’apertura di questi tre siti indispensabili a far rientrare l’emergenza. “Del resto – sottolineano Crinò e Galluzzo – da tempo si è chiesto da parte dei comuni anche la realizzazione di un altro sito nella Locride ma nel frattempo è necessario sbloccare Rossano unica soluzione a breve per il territorio. Quindi per far fronte all’emergenza -specifica Galluzzo -come Comitato dei Sibndaci mi sto tenendo in continuo contatto con il Prefetto ed i funzionari Martino e Latella per trovare delle soluzioni immediate applicabili entro lunedì. Tra queste continuare a utilizzare Casignana al tracollo aprire Melicuccà ai rifiuti locridei, ovvero far aprire immediatamente Rossano unica vera soluzione a lungo termine per l’area”. Andando oltre l’emergenza Crinò ci tiene a sottolineare il diverso approccio che la propria amministrazione ha avuto sin dal principio con la locale discarica: “Innanzitutto il sito è realizzato lontano dall’area abitata, poi dal suo utilizzo il paese ha ricevuto un buon rientro delle royalty, che d’ora in poi consentiranno ai cittadini di non pagare la spazzatura per il 2008 e grazie all’impiego delle quali si potranno garantire bonus agli studenti universitari del paese, nonché un prossimo innalzamento delle pensioni al minimo. Inoltre mi sto impegnando per ottenere il finanziamento di un progetto per il riutilizzo del fos stoccato per la produzione di energia. Del resto – conclude Crinò meglio una discarica sicura che dieci siti non controllati”. Nel frattempo che la politica decida d’agire a noi cittadini non resta che sperare che il freddo ed il vento continuino disperdere l’odore della nostra spazzatura traboccante dai cassonetti e magari premere affinché anche la raccolta differenziata divenga una realtà oltre gli slogan.


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