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 Oggetto del messaggio: Nave per controllo mare in Calabria
MessaggioInviato: gio ott 15, 2009 12:35 pm 
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Oggi finalmente c'è stato l'incontro fra il sottosegretario all'Ambiente e il sindaco
di Cetraro latore di una lettera firmata da 33 primi cittadini del Cosentino
Navi geostazionarie in cerca dei veleni
inabissati con i cargo nel mare di Calabria

Navi geostazionarie in cerca dei veleni inabissati con i cargo nel mare di Calabria
CETRARO - C'è voluto del tempo, ma adesso pare proprio che il Governo abbia deciso di intervenire, quanto meno per capire cosa si nasconda davvero sul fondo del mare di Calabria dove, secondo alcune inchieste giudiziarie che avanzano faticosamente, ci sarebbero tonnellate di residui tossici e radiattivi affondati assieme alle navi che li trasportavano.

La prossima settimana la nave geostazionaria Ocean sarà inviata a largo di Cetraro (Cosenza) per effettuare un'ispezione sul relitto della nave immersa a 470 metri metri di profondità, a 11 miglia dalla costa, con il suo carico di veleni. Saranno ispezionati i sedimenti attorno al relitto e le alghe che si saranno formate attorno. Gli accertamebnti dureranno almeno 45-50 giorni.

E' quanto si appreso al termine di un incontro avvenuto al ministero dell'Ambiente, con il sottosegretario Roberto Menia, che accolto l'appello di 33 sindaci del Cosentino, preoccupati per la situazione, che sta mettendo in crisi l'intera economia della zona.

All'incontro erano presenti Giuseppe Scopellitti, coordinatore regionale del Pdl, l'ex sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli, il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta e l'assessore al commercio Ermanno Cennamo. Il rappresentante del Governo ha poi parlato di una "task force" che effettuerà un sopralluogo per verificare lo svolgimento delle operazioni.

Un'altra nave "velenosa". Di navi "velenose" affondate lungo la costa tirrenica calabrese, se ne annunciano molte: c'è chi parla di 40, chi di 50, o forse più. Oggi il Quotidiano della Calabria scrive che a largo di Vibo Valentia ce ne sarebbe un'altra, spiegando che dopo il ritrovamento del relitto al largo di Cetraro, ci sono state numerose segnalazioni di altre navi affondante al largo della costa calabrese: tra le tante verifiche compiute avrebbe dato esito positivo quella compiuta al largo della costa Vibonese dove, con l'aiuto di un sonar, sarebbe stato individuato un altro relitto. Sugli esiti degli accertamenti, riferisce il quotidiano, viene mantenuto il massimo riserbo.

E se fosse la Mikigan? "Potrebbe essere quello della Mikigan, il relitto avvistato sui fondali di Vibo Valentia". Lo afferma Legambiente sulla base della cartina della O.d.m. - Oceanic Disposal Management Inc, la società creata dall'imprenditore Giorgio Comerio, per l'affondamento programmato di scorie radioattive nei fondali marini - agli atti della Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti.

Il relitto avvistato potrebbe essere infatti quello della nave affondata il 31 ottobre 1986 nel mar Tirreno calabrese con il suo carico misterioso, sicuramente protetto da granulato di marmo (materiale utilizzato per schermare materiali altamente radioattivi), dopo essere partita dal porto di Massa Carrara, altro porto spesso citato nelle indagini sulle navi fantasma e luogo dal quale partì anche la Rigel, poi affondata con analoghe caratteristiche nel 1987 a largo di Capo Spartivento.

Le preoccupazioni. Si moltiplicano intanto le prese
di posizioni di organizzazioni di categoria e soggetti politici in relazione alle conseguenze negative che si stanno verificando sul piano economico per la vicenda delle "navi dei veleni". La Confcommercio di Reggio ha scritto alle autorità locali e nazionali "facendosi portavoce di molti associati, operatori del settore turistico, balneare, ristorativo, oltre a commercianti di prodotti ittici, per esprimere la preoccupazione per gli effetti e le ricadute negative sull'andamento delle loro attività.

IL maltempo. Ci si mette anche il maltempo a bloccare le ricerche di Astrea, la nave oceanografica dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che sta esplorando i fondali marini a largo di Maratea, alla ricerca di una delle navi dei veleni descritte dall'ex collaboratore di giustizia Francesco Fonti. La nave è ferma da ieri nel porto di Maratea.

Astrea sta dando la caccia al relitto della "Yvonne a": la nave dei veleni che sarebbe stata fatta affondare a largo di Maratea con 150 fusti di fanghi radioattivi. Le esplorazioni si spingeranno fino a oltre 15 miglia dalla costa. Dell'inchiesta, oltre alle Procure Antimafia di Catanzaro e Potenza, si sta occupando anche la Procura di Lagonegro (Potenza), competente sul litorale di Maratea.

L'assessore avverte. "Non mi risulta che siano a
disposizione sonar in grado di rilevare la presenza di navi affondate in quella zona. Fino a quando non avremo riscontri scientifici, rischiamo solo di fare allarmismo". E' quanto afferma l'assessore regionale all'Ambiente della Calabria, Silvio Greco, circa il presunto ritrovamento, dopo quello di Cetraro, del relitto di una nave al largo della costa vibonese.
"Bisogna stare attenti - ha aggiunto - perchè al largo della costa calabrese ci sono almeno 150 relitti risalenti all'ultimo conflitto mondiale. Non si può parlare di rifiuti tossici se non si hanno prima i riscontri scientifici".

Il commissario europeo. Sulla cosiddetta "nave dei
veleni" rinvenuta al largo della Calabria, il commissario europeo all'Ambiente, Stavros Dimas, ha inviato una lettera con una richiesta di informazioni al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, lo scorso 21 settembre e "non ha ancora avuto risposta". In occasione del prossimo Consiglio a Lussemburgo "le chiederà lo stato delle cose, la natura del carico e come intendono muoversi". Lo ha riferito lo stesso Silvio Greco, che ha avuto un incontro a Bruxelles con il commissario europeo

La pesca in calo. Ottanta per cento in meno delle vendite a causa della nave dei veleni. La denuncia è di Federcoopesca Calabria: "molti commercianti, in particolare gli ambulanti sono costretti a chiudere l'attività". Il comparto ittico calabrese è in gravi difficoltà. "Il dubbio sulla natura del materiale contenuto nel relitto - secondo l`associazione - si è insinuato influenzando negativamente l'acquisto di pesce da parte dei consumatori". E nel prossimo futuro, questo stesso dubbio "sarà destinato a condizionare tutta l'offerta alimentare, quella turistica e anche quella immobiliare, dell'intera regione".

L'associazione denuncia una condizione di stallo "nella quale si tenta di arenare la vicenda della nave dei veleni", mentre "si susseguono gli annunci sull'arrivo di navi attrezzate per le indagini sul relitto e sui fusti". Il territorio "vuole uscire da questo stato di incertezza" e "sbalordisce la mancanza di tempestività, chiarezza e di iniziative concrete per la bonifica da parte del governo".


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 Oggetto del messaggio: Re: Nave per controllo mare in Calabria
MessaggioInviato: mer nov 04, 2009 12:59 pm 
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La nave ha fatto, in segretezza totale, i suoi rilievi e a quanto hanno detto la nave non è quella che si pensava, ma un piroscafo affondato nel 1917... (io però ho trovato sue tracce anche nel '22 su internet...mah).

E' interessante però andare a vedere di chi è questa nave..e un articolo di ieri svela una coincidenza troppo strana..leggete leggete..

http://nautilusmagazine.blogspot.com/20 ... eleni.html


martedì 3 novembre 2009
Dal caso Mills alle navi dei veleni

di fabio storino

L'armatore della Mare Oceano, Attanasio, è lo stesso del processo al legale inglese

E' tutta una storia di coincidenze, questa. Per coincidenza, al largo di Cetraro, si scopre una nave che non doveva esserci. La fa scoprire un pentito della 'ndrangheta, che ne fornisce le coordinate. La Regione dispone analisi e vede oblò e fusti e un potenziale pericolo per la salute pubblica. Bisogna indagare a fondo. E per coincidenza, le competenze in questa faccenda sono tutte del governo. Che ha come ministro Stefania Prestigiacomo e come premier Silvio Berlusconi.

A questo punto, cioè per fare delle analisi degne di questo nome, rimane da scegliere una nave, bisogna attrezzarla, farla salpare e portarla fino al punto indicato. Ora: in Italia gli armatori si sprecano. Per avere contezza basta collegarsi al sito navi oceanografiche. Per coincidenza la scelta del governo ricade sulla "Mare Oceano". Che, sempre per quegli scherzi che ti fa il caso quando sarebbe meglio che si facesse gli affari propri, appartiene alla categoria"Armatori del Monte di Procida". E più in particolare alla famiglia Attanasio.
Ecco, a questo punto finiscono le coincidenze e cominciano i fatti, le dichiarazioni e le connessioni.
E salta fuori che Attanasio non è esattamente un nome sconosciuto alle cronache, soprattutto a quelle giudiziarie.

Il collegamento con il Governo (e con il premier Berlusconi) arriva dirrettamente da uno dei processi più scottanti, tornato d'attualità dopo la condanna di David Mills, l'avvocato inglese che avrebbe, secondo i giudici, coperto Berlusconi in cambio di una sostanziosa somma di denaro. Ecco, è proprio in riferimento a questa somma che la storia dell'armatore si interseca con i destini dell'uomo che governa il Paese.
Attanasio armatore napoletano di 56 anni, è stato chiamato in causa da Mills e dal premier Silvio Berlusconi per il bonifico da seicentomila dollari sul quale indagavano i magistrati di Milano. Secondo la Procura, la somma costituiva un "regalo" di Berlusconi all'avvocato d'affari che lo aveva tenuto al riparo da un'inchiesta giudiziaria. Ricostruzione prima confermata e poi smentita da Mills che ha detto:"Quei soldi provenivano da Attanasio, non dal premier italiano".

Una versione che contrastava con quanto riferito da Attanasio ai pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale. Agli inquirenti, l'armatore ha negato di aver dato ordine di far confluire somme di denaro dalle Bahamas sul conto aperto da Mills presso una banca di Ginevra.
Anche perché, ha evidenziato: "Faccio presente che intorno alla metà di luglio del 1997 io sono stato arrestato con un'accusa di corruzione e sono rimasto detenuto per due mesi nel carcere di Salerno. Francamente, pensare di dare istruzioni a Mills dal carcere sarebbe stato, oltre che quasi impossibile, anche rischioso, perché gli inquirenti di Salerno erano particolarmente interessati alle mie relazioni d'affari con Mills".

Ma chi è Diego Attanasio? Originario di Monte di Procida, armatore come già il padre Mario, l'Attanasio può vantare una flotta composta da sette navi oceanografiche. La "Italica", con scafo in acciaio, ha preso parte al progetto internazionale "Antartide". Nel 1997, i guai con la giustizia. L'imprenditore resta coinvolto nelle indagini della Procura di Salerno su un immobile acquistato nella zona Asi della città. Raggiunto da ordine di custodia il 18 luglio 1997, rimane agli arresti settanta giorni. E riappare nella ritrattazione di Mills. La sua strada e quella del governo si sono di nuovo incrociate al largo di Cetraro. A qualche metro di distanza da una nave che, dopo i presunti veleni, sembra portare un carico di misteri.
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Pubblicato da fabio storino a 7.10
Etichette: armatore, Attanasio, Mare Oceano, Mills, Nave, Veleni


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