Leggi argomento - Polizia nelle università occupate

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 Oggetto del messaggio: Polizia nelle università occupate
MessaggioInviato: mer ott 22, 2008 1:42 pm 
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«io studente modello, non ho mai manifestato»
Scuola, Berlusconi: «Contro occupazioni faremo intervenire le forze dell'ordine»
«Ho convocato Maroni per dargli indicazioni. Avanti con
il decreto». Ai cronisti: «Si fa cattiva informazione»



MILANO - Non permetteremo che vengano occupate scuole e università. Silvio Berlusconi usa parole dure durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi congiunta con il ministro Gelmini. «È una violenza, convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule». Poi una nota di colore: «Sono sempre stato uno studente modello, diligentissimo, non ho mai manifestato e ho avuto sempre degli insegnanti esemplari». Parole che non fermano le occupazioni, che anzi si intensificano in tutta la penisola, e fanno dire a Veltroni: «Proteste così ampie e diffuse dovrebbero portare il governo a ritirare il decreto».

«NON CI SARANNO TAGLI» - Quello del ministro Gelmini è «un semplice decreto, non una riforma» spiega il premier, assicurando che non ci saranno tagli alla scuola e che anzi gli stipendi degli insegnati più meritevoli saranno aumentati di 7mila euro l'anno: «Non faremo nessun taglio alla scuola pubblica, il nostro provvedimento è a lungo periodo ed estenderà i suoi effetti in tre anni». In merito al progetto di classi separate per gli stranieri, Berlusconi chiarisce che è un provvedimento dettato «non dal razzismo, ma dal buonsenso». Poi un attacco all'opposizione, accusata di «dire troppe falsità»: «La sinistra parla di 86mila insegnanti in meno. È falso. Con la riforma nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l'età e il blocco del turn over. La sinistra tenta di costruire un'opposizione di piazza».

«MAESTRO PREVALENTE, NON UNICO» - «Un'altra falsità che si dice è che vogliamo chiudere le scuole - ha aggiunto il premier -. Non è vero, noi pensiamo a una razionalizzazione del personale, cosa prevista anche dal governo di centrosinistra. Per le comunità montane abbiamo previsto che un preside e un segretario possano occuparsi di due o più scuole con meno di 50 alunni». Un'altra questione 'calda' è quella del maestro unico e Berlusconi ne approfitta per bacchettare il suo ministro: «Ti sei sbagliata, non è maestro unico ma prevalente. È affiancato dall'insegnante di lingua straniera, religione e di informatica».

«CATTIVA INFORMAZIONE» - Inoltre - ha spiegato il premier - «considerando una media di 21 alunni per classe, in cinque anni riusciremo ad avere quasi 6mila classi in più di tempo pieno. Non solo non c'e alcuna riduzione del tempo pieno ma è lapalissiano che passando da più insegnanti a uno possiamo avere più docenti da utilizzare nel tempo pieno e quindi si possono aumentare del 50% la classi che possono usufruirne». Berlusconi ha poi attaccato l'informazione: «Portate i miei saluti e quelli del ministro Gelmini ai vostri direttori e dite che saremo molto indignati se non sarà pubblicato nulla di questa conferenza stampa» ha detto rivolto ai cronisti, mettendo in evidenza che sulla scuola «si sta facendo una cattiva informazione».

TRASPARENZA DEI BILANCI - Dal canto suo, il ministro Gelmini ha invitato ad abbassare i toni: «Il governo da sempre è aperto al confronto. Sulla natura della protesta è chiaro che la sinistra ha scelto la scuola e l'università come terreno di scontro». Il ministro ha poi annunciato che nelle prossime settimane presenterà «un progetto per le università», chiedendo «da subito la trasparenza dei bilanci». «Ho avviato controlli in alcuni atenei che sono vicini al dissesto finanziario e che sono peraltro quelli dove le occupazioni sono più forti - ha spiegato -. Il tentativo di riversare sul governo la responsabilità di una cattiva gestione che oggi raggiunge il livello di guardia è smentito dai fatti. Quindi cerchiamo di mettere le carte in tavola, di giocare a carte scoperte».

corriere.it



.................W la democrazia e la libertà di manifestazione....sempre più uso della forza e sempre meno uso del cervello...questo è solo l'inizio temo.


Ultima modifica di emilio su mer ott 22, 2008 4:54 pm, modificato 1 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Polizia nelle università occupate
MessaggioInviato: mer ott 22, 2008 4:51 pm 
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da unita.it reazioni varie

Dal Pd alla sinistra, tutti contro il premier: «È come Bava Beccaris»

pd, morando, veltroni, bersani
Manganelli agli studenti, polizia dentro l’università, minacce ai giornalisti. Sempre più questo governo di destra sta mostrando la sua vera faccia. Quella brutta, ma anche quella reale, nonostante ormai molti suoi membri indossino il doppiopetto. Se ne stanno accorgendo tutti. Da sinistra, ma anche dall’estrema destra, dove anche Forza Nuova ha preso posizione a favore della protesta contro la Gelmini.

«Il tono minaccioso con cui il presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa di oggi, segnalava ai direttori dei giornali e dei telegiornali la propria preoccupazione ma soprattutto la propria indignazione sarà forse all'ordine del giorno dell'incontro che avrà con il ministro dell'Interno Maroni?». Se lo chiede il capo ufficio stampa del Pd Piero Martino. «Oltre a prendere le contromisure adatte a bloccare le manifestazioni degli studenti degli insegnanti e del corpo non docente della scuola - attacca Martino - Berlusconi invierà le forze dell'ordine anche nelle redazioni per verificare che il suo verbo venga amplificato come lui gradisce?». «La propaganda di regime di tempi non ancora dimenticati - prosegue il democratico - utilizzava metodi di controllo dell'informazione che non vorremmo fossero riproposti nel 2008».

Polizia contro studenti? Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, è uno scenario inimmaginabile: «Non oso neanche pensare - dice a margine della cerimonia laica per i funerali di Vittorio Foa - che si possa rispondere a questo movimento con delle minacce». Epifani manda a dire al premier: «Il Governo sappia dialogare, apra dei canali con questa protesta nuova, vasta e pacifica. Questo vale anche - aggiunge - per il sindacato confederale: non si può far mancare un tavolo di confronto». Poi ribadisce: «Sarebbe profondamente sbagliata una scelta di rispondere al movimento con una modalità che non sia quella del dialogo». Secondo il leader della Cgil, la mobilitazione nel mondo della scuola e dell'università contro i provvedimenti governativi non va giudicato attraverso vecchi schemi politici. «Non ha senso paragonarla al '68 o tanto meno al '77, sbaglia chi ci vede dietro qualcuno o qualcosa. Le richieste che fanno e che noi condividiamo, sono di investire di più in informazione: questa è gente che chiede di studiare di più e meglio. Il Governo sbaglia a sottovalutare questo movimento o a catalogarlo in termini di schematismi politici».

«Le parole del presidente del Consiglio che dice di voler usare la polizia contro gli studenti sono di una gravità inaudita», Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd. e occupazioni negli istituti, le proteste nelle università e nelle scuole dell'obbligo mostrano un paese reale che non crede alle bugie di questo governo e manifestano un malessere che dovrebbe essere compreso». La reazione di Berlusconi «mette a nudo, al di là dell'ostentata sicurezza, una vera e propria debolezza perché le affollatissime e democratiche manifestazioni di questi giorni sono la prova che c'è un'Italia che ha scoperto l'inganno della “manutenzione” del ministro gelmini».

«La decisione del presidente del consiglio di ricorrere all'uso della forza pubblica contro le famiglie e gli studenti che protestano per difendere il diritto allo studio è gravissimo, è un atto inconcepibile che lede diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione», dice Pina Picierno, ministro ombra delle politiche giovanili del Pd, domandandosi «cosa ha in mente il presidente del Consiglio?». Per l'esponente del Pd «abbiamo a che fare con un pompiere piromane che cerca di alimentare ad arte un clima di tensione. Oggi sono venuti solo diktat e minacce contro chiunque osi dissentire dalle posizioni di questo governo. Un comportamento irresponsabile e pericoloso».

«Avviso a “Bava Beccaris-Berlusconi” - afferma Paolo Ferrero segretario del Prc -. Rifondazione comunista sostiene e continuerà a sostenere tutte le occupazioni che si stanno svolgendo e si svolgeranno nelle scuole, nelle università e nelle strutture di ricerca del mondo scolastico italiano». «Il presidente del Consiglio - aggiunge - non provi a trasformare una libera e democratica forma di protesta sociale in un problema di ordine pubblico. Le forze dell'ordine il governo pensi ad usarle contro la criminalità organizzata che minaccia, uccide e scorrazza in un gran pezzo del territorio del Paese, non contro gli studenti, i professori e i ricercatori che non fanno altro che rivendicare i loro diritti».

«Vietare le occupazioni? Mi sembra che Berlusconi, più che inseguire il modello di una democrazia in cui il dissenso è una componente democratica, rincorra il modello di Pinochet, con manganelli e lacrimogeni», commenta Francesco Caruso, l'ex parlamentare di Rifondazione Comunista e leader dei no global campani. « Il premier deve stare attento» perché «chi semina rabbia raccoglie tempesta». «Se Berlusconi pensa di risolvere a colpi di manganello sulla testa dei ragazzi e dei professori il disagio e il malesseri diffusi nel mondo della scuola - aggiunge Caruso - rischia di sbattere la testa contro il muro e di farsi tanto male». Anche perché, conclude, «le esperienze di autogestione nelle scuole e nelle università attraversano tutta l'Europa quando ci si trova di fronte a provvedimenti governativi inquietanti come quello della Gelmini».

«La conferenza stampa di Berlusconi e Gelmini riflette la paura del governo di fronte alla crescita del movimento studentesco: Berlusconi minaccia l'uso della forza perché è consapevole della propria crisi di consenso sul fronte scuola», dice Marco Ferrando del Pcl, che aggiunge: «Tanto più ora, studenti e insegnanti non si facciano intimidire da Berlusconi. La vera “violenza” è quella dei tagli all'istruzione pubblica, non l'occupazione di scuole e università a difesa dell'istruzione.» «Il Pcl dà pieno sostegno all'estensione e sviluppo della mobilitazione. Si impegna a favorire l'estensione delle occupazioni. Rivendica il diritto all'autodifesa di massa delle scuole e università occupate. Lavora -conclude Ferrando- alla formazione di un coordinamento nazionale di delegati eletti dalle assemblee. Rivendica il proseguo a oltranza della mobilitazione sino al ritiro del decreto Gelmini».

Contro la linea dura scelta dal premier nei confronti delle proteste degli studenti si scaglia anche Forza Nuova che accusa Berlusconi di «minacciare gli studenti». «È preciso diritto degli studenti manifestare la loro opposizione dato che questo provvedimento riguarda il loro futuro, e non quello della Gelmini o di Berlusconi - sostiene Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di Forza Nuova - Il Governo fa orecchie di mercante, non accetta che la totalità degli operatori scolastici e degli studenti sia in disaccordo, e si comporta in maniera anti democratica facendo leva su minacce di repressione. Noi - conclude - siamo al fianco degli studenti, e saremo con loro nel caso l'esecutivo li aggredisse».


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 Oggetto del messaggio: Re: Polizia nelle università occupate
MessaggioInviato: mer ott 22, 2008 6:48 pm 
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Oh beh se il modello da prendere in considerazione è lui sono fiero di non essere uno studente modello. Ma nel resto del mondo imporre una decisione (i famosi tagli all'istruzione) con la forza è considerata democrazia? No perché mi è stato insegnato che la democrazia è altro, evidentemente devo essere stato proprio un pessimo studente!

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Il mondo si cambia 10 minuti al giorno. 6 miliardi di persone, gli abitanti del globo terracqueo, che dedicano a questo scopo giustappunto 10 minuti al giorno, dal 1 gennaio al 31 dicembre sommano un monte orario di 365 miliardi di ore all'anno.



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