Leggi argomento - Consigli Per Gli Acquisti(o download)

Oggi è gio nov 23, 2017 8:43 pm

Tutti gli orari sono UTC +1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 146 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1 ... 6, 7, 8, 9, 10
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: sab ott 11, 2008 4:29 pm 
Non connesso
Cristianuni
Cristianuni

Iscritto il: sab mag 14, 2005 7:49 pm
Messaggi: 280
ma chi sacciu eu..
uahhuahuauahuhahuahuahua...

Billy Bragg and Wilco....Mermaid Avenue

'This machine kills fascists'

Fino alla fine degli anni Novanta, si sapeva che Woody Guthrie ("the dust brother") aveva scritto circa un migliaio di canzoni: tutte quante sulla sua vecchia macchina da scrivere e tutte ispirate a fatti di cronaca, conversazioni udite per caso e pensieri che gli venivano quando era on the road. Un lascito abbastanza impressionante, il suo, e non solo quantitativamente... anche se, per far digerire il suo "socialismo" agli americani, lo si ricorda quasi esclusivamente come autore di "This Land Is Your Land" (un inno alla libertà che viene insegnato nelle scuole). Poi sua figlia Nora, dopo oltre quarant'anni di quasi-indifferenza per l'eredità paterna, prese a esplorare i recessi della casa della madre Marjorie e scoprì centinaia e centinaia di nuovi testi che Guthrie non aveva avuto il tempo di trasformare in canzoni. Nora si mise dunque alla ricerca di un degno rappresentante del lascito paterno e si imbatté in Billy Bragg.
Già nel 1983, nell'album To Have And To Have Not, Bragg cantava:

A 21 anni stai in cima all'immondezzaio,
a 16 eri il migliore della classe.
A scuola hai imparato soltanto
a diventare un buon lavoratore.
Anche se il sistema ha fallito,
cerca di non fallire tu.

Parole dure, rivolte alla politica neoliberale del governo Thatcher, che di lì a pochi anni rovinerà l'Inghilterra. Bragg, nato nel 1957 a Barking (Essex), dichiarò di essersi deciso a intraprendere la carriera di musicista appunto per colpa - o per merito - di Margaret Thatcher. Dopo aver visto un concerto dei Clash, fondò il proprio gruppo punk - i Riff Raff -, ma nel 1980 sorprese tutti arruolandosi volontario nell'esercito britannico ("Volevo guidare un carro armato!"). Dopo soli tre mesi gettò l'uniforme alle ortiche ("Le 175 sterline che dovetti pagare per ricomprarmi la libertà rappresentano i soldi meglio spesi dell'intera mia vita"). Quindi, armato di chitarra, amplificatore e testi pieni di rabbia, cominciò a suonare là dove poteva, fino a profilarsi ben presto come bardo della protesta anti-thatcheriana.
"Billy e Woody dicono le stesse cose e hanno lo stesso sense of humor..." spiega Nora Guthrie (sorella di Arlo).
E così Bragg: "Woody aveva il diavolo in sé, proprio come Robert Johnson. Capirlo probabilmente è più facile per un inglese che, come me, è nato negli anni Cinquanta. Woody poneva agli americani un sacco di domande alle quali loro non potevano rispondere. Non faceva compromessi. Li invitava a iscriversi al sindacato ('Join the Union!') e diceva cose del tipo: 'Come recita la Bibbia, il denaro deve essere equamente distribuito'..."
Dopo Pete Seeger, Bob Dylan e Bruce Springsteen (The Ghost of Tom Joad, uscito nel 1995, rimane il maggiore omaggio di Springsteen a Woody Guthrie), dunque è stato Bragg a profilarsi in qualità di accolito d'eccezione del "vagabondo comunista".
Il risultato? Mermaid Avenue, che ha recato a Bragg e alla band Wilco una nomination al Grammy Award.

Well I'm walkin' down the track, I got tears in my eyes.
Tryin' to read a letter from my home.
(Woody Guthrie)

_________________
www.autistico.blogspot.com


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: dom ott 12, 2008 1:57 pm 
Non connesso
Membro Direttivo
Membro Direttivo

Iscritto il: ven ago 13, 2004 2:39 am
Messaggi: 4247
Billy Bragg è semplicemente un mito!


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: ven ott 17, 2008 2:36 pm 
Non connesso
Fondatore Associazione
Avatar utente

Iscritto il: dom set 19, 2004 10:27 pm
Messaggi: 1481
Località: Locri-Roma
Marta sui Tubi............... Sushi e Coca!

Ogni band che si rispetti raggiunte l'apice della sua musica,per poi incamminarsi sulla triste strada del declino,fa parte dei giochi, è semplice ciclo di vita.
Poi accade che un bel giorno,si decide di cambiare vita,ma forse sarebbe più appropriato dire "cambiar musica".Nasce sushi e coka,
I MTS ci avevano abituati ad un suono semplice,Una chitarra scordata,un microfono ed una batteria.
Ascolti sushi e cosa e ti chiedi.Dov'è sono quegli infinito soli di "mello"?dov' è la sua ephifone accordata in maniera poco consona agli standard imposti dai maestri di musica?
Ecco un nuovo strumento,una tastiera che inevitabilmente ti accorda la chitarra.
Ecco i nuovi MTS,un disco diverso..un disco tendenzialmente pop,ma ugualmente energetico e con dei testi da paura!
Non scaricate la musica indipendente..compratela..comprate sushi e coca!

_________________
SCUSA MARI, IO SCRIVERO’, VISTO CHE MI VUOI LASCIARE,
(GRAZIE A DIO, GRAZIE A TE!), PERCHE’ A KATMANDU ALLA FESTA DI MARIA
ERO NEL LETTO DI LUCIA CON AIDA, ROSITA E RARE TRACCE DI GIANNA


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: sab nov 08, 2008 1:43 pm 
Non connesso
Cristianuni
Cristianuni

Iscritto il: sab mag 14, 2005 7:49 pm
Messaggi: 280
Jim O'Rourke...Eureka

Jim O'Rourke è lo spettro delle produzioni indipendenti americane. Da più di dieci anni è ovunque; nel 1999 decide di sperimentare sul pop, con la sfida di regalargli nuovi punti di vista e chiavi di ascolto.
Col senno di poi Eureka è la parola che segue la scoperta di qualcosa di ovvio, ma paradossalmente nuovo. Così come l'album. Esercizio di stile o no, resta un lavoro che una volta entrato in testa ci vorranno giorni per toglierlo e non è detto che qualche canzone non vi resti inconsciamente nella memoria, ritrovandovi a canticchiarla per strada quasi senza accorgervene. E' il caso di "Prelude To 110/220 Women Of The World" che apre l'album. Nove minuti di uno stesso giro di chitarra ripetuto in loop, stratificazioni vocali vicine alla cacofonia, aggiunte di basso e di violini. Per quel che mi riguarda la canzone più riuscita ed insieme il manifesto dell'intero lavoro: sembra qualcosa di facile ascolto, pop insomma, sembra banale; eppure l'arrangiatura e le melodie sono ricercatissime. Due piani di ascolto.
Un disco che può risultare piacevolissimo a prescindere dalle elucubrazioni mentali che ci si possono fare sopra. E perchè mai elucubrazioni, se è un semplice disco pop? Proprio perchè la prima traccia sono nove minuti ripetuti fino allo sfinimento: dovrebbero annoiarti, e invece ti esaltano. Perchè dietro alle semplici melodie da piano bar ed easy listening c'è tutta una ricerca di lieve psichedelia, jazz ("Ghost Ship In A Storm"), rumorismo, programmazione elettronica, intensità, rimandi cameristici ai Rachel's ("Please Patronize Our Sponsors"), folk, ironia e tanto altro ("Something Big" di Bacharach immesso nel disco come se fosse un pezzo totalmente fuori dal tempo e paradossalmente in linea con tutto il resto ed "Eureka", il pezzo più intenso di tutto l'album, con sprazzi di rumori che si appoggiano su una trama di organo e chitarre dai toni e sapori volutamente antichi).
Di sicuro l'album non sarà un capolavoro, ma dimostra brillantemente come l'avanguardia può contaminare perfino il pop e non per questo facendolo deviare verso sonorità troppo aspre o intellettuali. Un piccolo gioiellino, insomma.

_________________
www.autistico.blogspot.com


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: lun nov 10, 2008 10:02 pm 
Non connesso
Cristianuni
Cristianuni

Iscritto il: sab mag 14, 2005 7:49 pm
Messaggi: 280
Marianne Faithfull...Broken English

Nel turbine di artisti più o meno leggendari che si sono susseguiti nel corso dei decenni, è normale che qualcuno resti indietro, dimenticato dalla massa di ascoltatori. Fa sorridere però il fatto che siano sempre i grandi artisti, quelli con la maggiore sensibilità, a diventare "di nicchia". E' un peccato perchè certi album darebbero grande piacere a tante persone, ma ci si ritrova sempre in quattro gatti a discuterne.

E' questo il caso di Marianne Faithfull, ricordata più per una fatidica barretta di Mars, che per le sue eccezionali doti di interprete. Si può benissimo dividere la carriera della signora Faithfull in due parte nette e definite: una pulita e lineare, costellata di belle cover e guidata da una voce adamantina e infantile; l'altra fatta da molte liaisons dangereuse, dipendenza da eroina, tentativi di suicidio, ma soprattutto da bellissime canzoni interpretate con una voce nuova. La nuova voce di Marianne Faithfull è quella dell'esperienza, dell'innocenza che fugge via inseguita da strisce da cocaina e mozziconi di sigarette.

Nel 1979 viene pubblicato "Broken English", capolavoro indiscusso di Marianne Faithfull. Chi in quegli anni seguiva quest'artista, sicuramente strabuzzò gli occhi nel vedere la copertina: una foto completamente saturata in blu la ritrare in un atteggiamento quasi annoiato e depresso, noncurante; unico punto di colore in questo mare di blu è rappresentato dalla brace di una sigaretta tenuta pigramente fra le dita.
L'album parte con la title-track: scenari da Guerra Fredda e ritmo ossessivo ci trasportano in lande nelle quali inglese, tedesco e russo si confondono. La voce roca e incatramata si rompe spesso e volentieri, aggiungendo espressività e incertezza. Seguono tre gemme: "Witches' Song", "Brain Drain" e "Guilt" in cui si fa chiara la direzione sonora dell'album, orientato verso una perfetta fusione della rabbia del Punk, del ritmo del Reggae e delle innovazioni della New Wave. Spicca poi "The Ballad of Lucy Jordan", in cui ci confrontiamo coi sogni infranti di una donna, oppressa dalla routine familiare e pervasa dal desiderio struggente di evasione. "Working Class Hero", standard di John Lennon, vive una seconda vita reintrepetata da Marianne Faithfull, che la trasforma in un pezzo sinceramente indignato spruzzato da un sound rockeggiante.

L'album (breve, di solo 8 brani) si chiude con quello che a mio parere è il pezzo migliore e rappresentativo di questo periodo della Faithfull: "Why'd Ya Do It". Marianne Faithfull qui si prodiga in ogni tipo di turpiloquio: espliciti riferimenti sessuali e parolacce da scaricatrice di porto si susseguono per quasi 6 minuti raccontando una storia di gelosia morbosa e di un grave tradimento da parte di un uomo ("Why'd ya do it, she screamed, after all we've said / Every time I see your dick I see her cunt in my bed"). La rabbia è palpabile e trascinante, il j'accuse della Faithfull è potente e stranamente liberatorio anche per chi lo ascolta. Chi mai dovesse vivere l'esperienza del tradimento da parte della propria metà può benissimo imparare a memoria alcune strofe di questa canzone e poi sputarle in faccia al fedifrago: farebbe una splendida figura!

Chi si ritiene un appassionato di musica non può non ascoltare questo disco, anche solo per l'importanza che Marianne Faithfull ha avuto negli anni '60 come musa dei Rolling Stone (Sister Morphine chi pensate l'abbia scritta?) e come amica dei Fab Four. La signora Faithfull è un'artista d'altri tempi, di quelle che non avevano paura di farsi vedere spettinate o con le unghie sporche. Completamente lontana da ogni divismo se n'è sempre infischiata di mostrarsi come modello di rettitudine. Per lei niente canzoni luccicanti e ammiccanti, solo tanto marciume e degrado. Niente tette al vento e balletti sensuali, solo una sigaretta, un microfono e delle corde vocali roventi come l'asfalto ad agosto.

_________________
www.autistico.blogspot.com


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: lun nov 10, 2008 10:06 pm 
Non connesso
Cristianuni
Cristianuni

Iscritto il: sab mag 14, 2005 7:49 pm
Messaggi: 280
Smog...Wild Love

Dietro il nome d' arte di Smog, si nasconde l'introversa e profonda personalità di Bill Callahan. Cantautore tra i più talentuosi degli anni '90, Smog si serve di un registro dimesso e malinconico per descrivere il suo animo tormentato. I suoi testi trasudano un sentimento di evasione, di non appartenenza a questo mondo; la sua condizione sembra essere quella tipica del "disadattato" alla vita, trascinato da un'esistenza inerte costellata da preziosi desideri inappagati. Wild Love riflette in musica tutto questo. I suoi arrangiamenti sono scarni, a volte spettrali, freddi come l'acqua dell'oceano. Il suo suono è grezzo, ruvido, tagliente, "low-fi ", perfetto paesaggio per la bellissima voce di Callahan, dal tono baritonale, profondissimo, che si incastra perfettamente in questo scenario desolato, regalando all'ascoltatore brividi d'emozione vera, isolandolo nella più devastante solitudine.

Il disco, tanto per gradire, parte subito con un capolavoro: "Bathysphere" è la summa dell'artista Smog. Un ritmo ossessivo stronca il fiato di un solfeggio che sembra il battito di un cuore, mentre una chitarra vibrante emette un continuo ed estenuante lamento ipnotico. Si viene intrappolati in uno stato d'ansia claustrofobica tremendamente affascinante. Un gioiello purissimo. La title-track è una breve scheggia d'autore, straziata dal graffiante suono di un violoncello, e da spettrali tintinnii. "Samebody shot down my wild love" intona Callahan, mentre il tutto si spegne quasi prima ancora di cominciare. "Sweet Smog Children" sembra evocare i fantasmi di Nico, pervasa com'è dalle dissonanze di un carrillon e da rumori di fondo stranianti. "Limided Capacity" ha la stessa forza di una candela prossima allo spegnimento, tre accordi di piano e basta. Se non è minimalismo questo... "It's Rough" rappresenta un'altra gemma di raro splendore, una melodia struggente e malinconica, intessuta questa volta da un arrangiamento più complesso ma mai invadente, sempre elegante e di gran gusto.
L'unico brano forse un po' troppo carico di magniloquenza è l'apoteosi sinfonica di "Prince Alone In The Studio", dove Smog immagina il cantante di Minneapolis che preferisce la compagnia della sua chitarra a quella delle ragazzine urlanti che vogliono far sesso con lui. In conclusione troviamo l'unico spiraglio di luce, regalatoci dalla tenera melodia di "Goldfish Bowl", una dolcissima nenia dal ritmo sincopato, accarezzata da spire di violoncello di rara eleganza.

Vero capolavoro di miniature deliziosissime, Wild Love merita di essere annoverato senza dubbio tra i dischi "da avere".

_________________
www.autistico.blogspot.com


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: gio feb 26, 2009 12:54 am 
Non connesso
Cristianuni
Cristianuni

Iscritto il: sab mag 14, 2005 7:49 pm
Messaggi: 280
Nada Malanima...Tutto L'amore Che Mi Manca

C'è chi inizia una carriera come rockettaro outsider, scriteriato, pazzariello e molesto, per poi finire dopo lungo imbolsimento a scrivere soundtrack per gli spot dei telefonini. E giù dischi a palate, e peana dei fans, e celebrazioni nazionalpopolari. Chi è? Bravi, proprio lui.
Invece c'è chi, come Nada, trascina per decenni la macchia di un prematuro/immaturo inizio sanremese, tenta di sciacquare i panni nel rio pescoso della musica d'autore (Piero Ciampi, Paolo Conte...), si concede un prolifico excursus teatral-cinematografico, ricasca in un provocatorio e deprecabile poppettino festivaliero, tenta la carta della sperimentazione elettronica, quindi ripercorre se stessa imbastendo il fortunato Nada Trio per ritrovarsi infine ad incarnare l'inedito ruolo di maliarda rock italiana, pressoché ignorata dai grandi media. Capita anche questo, e d’altro, e di peggio, dalle nostre parti.

Partire dal titolo: l’amore, ancora l'amore al centro della questione, fisico e irresolubile, scandaloso e scomodo, vero e proprio paradigma esistenziale per la signora Malanima, che affida ad un manipolo di sodali il processo ingenuo e viscerale di sezionare i propri rovelli, di cauterizzarli a suon di musica e voce.
Nomi che ci piacciono parecchio, quelli di Cesare Basile (che scrive e suona), John Parish (che produce, imponendo una azzeccata presa diretta) e addirittura Howe Gelb, che elargisce un po' della tipica, squinternata alterità nella sorniona Classico (tra l’altro pezzo d’apertura del nuovo Giant Sand).
La voce di Nada: che cosa strana. Fa bene Parish a metterla tanto in evidenza, in violento primo piano. Così che c’investa di fragilità indolenzita, un po' come se avesse appena finito di ridere o preda di quella febbre che annuncia il prossimo delirio.
Come se giocasse tra l’esserci e il farci, violentandosi un po' e per questo meritando una credibilità su cui non avremmo scommesso. Non noi perlomeno che abbiamo ancora nelle orecchie l'Amore Disperato di quando eravamo ragazzini, trauma che né la teatralità sardonica e bizzarra del precedente L'Amore E' Fortissimo, Il Corpo Invece No né la bella collaborazione al disco solista di Zamboni avevano del tutto dissipato.
Ad oggi, immersa com'è in questo ginepraio di chitarre ora urticanti ora carezzevoli, tra i pistoni elastici e cupi dei bassi e le acide pennellate d'organo, sembra una Thalia Zedek appena più umorale e svagata (l'acre filastrocca di E Ti Aspettavo, i liquori folk-blues di Quello Che Ho, la malinconia jazzata di Proprio Tu - scritta da Basile), oppure una delle tante zie possibili di PJ Harvey (vedi la title-track, in cui sembrano riverberare i cupi barbagli e le esplosioni di To Bring You My Love, oppure quella Asciuga Le Mie Lacrime i cui versi rimandano curiosamente - curiosamente? - ai declama atonali di Ferretti), ma anche una insospettabile cognata della signora Patti Smith (in ordinaria versione rock come nella torrida Chiedimi Quello Che Vuoi, ma anche nell'invasato autodafè emozionale della ghost track Le Mie Madri - lo stesso titolo del suo libro quasi-autobiografico, che non ho letto ma che forse è il caso di recuperare).
La maturità dell'artista e dell'operazione viene fuori allorquando sa lasciarsi alle spalle l'urgenza formale del rock per testimoniare anche il lato più "leggero", che c'è, inutile quindi nasconderlo sotto al tappeto. Tanto più se come in questo caso riesce gradevole e ben costruito, raccolto - sarà un caso? - nella parte centrale del programma: una languida Ti Troverò che svolge un folk-blues dolciastro solcato da riverberi e frustate, double-bass e wah-wah; la zampettante Piangere O No che tra gocce di piano e percussionismo legnoso apre ad avvolgente melodia e folate di chitarre incandescenti; infine Senza Un Perché, vale a dire quel gioiellino pop che potrebbe aver scritto un Cobain sopravvissuto e quindi disincantato, molto carina anche nella versione acustica della ghost track.
Disco che non dice nulla d'inedito se non l'anima di Nada, che è appunto Malanima e ci tiene ad informarcene. Il rock l'abbraccia come farebbe l'amico o l'amante di vecchia data, combinando quel che si dice un bell'ascoltare.

_________________
www.autistico.blogspot.com


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: gio feb 26, 2009 12:58 am 
Non connesso
Cristianuni
Cristianuni

Iscritto il: sab mag 14, 2005 7:49 pm
Messaggi: 280
Giuni Russo...Estate

"Un'estate al mare, voglia di remare
fare il bagno al largo,
per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni"
(Un'Estate al mare - 1982)

Con questa canzone "tormentone" dell'82, Giuni Russo, viene fuori alla ribalta nella musica italiana. Una straordinaria interprete con una voce potente, dolce, duttile e sobria, che è riuscita a sintetizzare il canto lirico a quello pop, in maniera assolutamente creativa e originale. Franco Battiato, lavora da qualche anno, con un team fisso, composto dall'arrangiatore Giusto Pio, e da dei musicisti straordinari come il chitarrista Alberto Radius (Battisti). Nel 1981, oltre al suo capolavoro pop "La voce del padrone", scrive, arrangia e produce questo "Energie", lavoro straordinario per arrangiamenti e creatività. Giuni con le sue doti vocali riesce a rendere unico questo album raffinato, moderno e d'impatto, pregno di carattere classicheggiante e strutture ritmiche protagoniste insieme a delle splendide melodie.

"L'addio" è drammatica e sinfonica al tempo stesso, con splendide orchestrazioni. "Atmosfera" è quanto si possa chiedere di meglio al pop, come la delicatezza ed il minimalismo de "L'attesa". L'impronta di Battiato è palese. Il violino del maestro Giusto Pio contorna trame sopraffine, interagendo con uno virtuoso basso di Paolo Donnarumma, e dei synth usati come nelle sigle dei cartoni animati giapponesi anni '80. I momenti più sperimentali e spiazzanti del disco sono "Crisi metropolitana" ed il singolo "Una vipera sarò", in cui Giuni si mette a giocare con la sua voce, creando dei vocalizzi incredibili per tecnica e precisione ritmica. Il capolavoro del disco arriva alla traccia 6, con "Il sole di Austerlitz", brano visionario, tristemente bellico, con un assolo di violino nel finale. Questo è pop della migliore specie, come non se ne fa più. Il gioco e la raffinatezza e l'originalità degli arrangiamenti con delle melodie immediatamente memorizzabili, fanno di "Energie" un album straordinario.

_________________
www.autistico.blogspot.com


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: gio feb 26, 2009 1:06 am 
Non connesso
Cristianuni
Cristianuni

Iscritto il: sab mag 14, 2005 7:49 pm
Messaggi: 280
Matia Bazar...Tango

Su “Tango” (1983, prodotto da Roberto Colombo) il gruppo gioca la carta della sperimentazione sul formato pop, e fa un centro stratosferico. La line-up, oltre a Sabbione e il suo lessico di interferenze al sequencer, sonagli elettronici e rutilanti bleeps, comprende i veterani Aldo Stellita al contrabbasso elettrico, Carlo Marrale a tastiere e chitarre, Giancarlo Golzi (membro dei Museo Rosenbach nei primissimi ‘70s) ai drum pad e ovviamente Antonella Ruggiero – dolce creatura sospesa fra “La Norma” di Bellini e gli acuti exotici dell’inarrivabile Yma Sumac – ai vocals. Salutare soprattutto per lei il cambio di contesto e di look: via l’aria da hippy riccioluta, largo invece a uno stile minimale, geometrizzato, sprizzante charme aristocratico da “diva del muto tutt’altro che muta”.

Pavoneggiarsi del/nel declino. “Dolce vita che te ne vai…” fra rovine tempestate di lustrini e paillettes. L’ugola della Ruggiero che straborda in visibilio repentino, violaceo candore, tuonare di cristallo. “Vacanze Romane”, nonostante quasi due decenni di rovinosi karaoke a cresime e matrimoni, resta incantevole mosaico di corpuscoli luminosi, nostalgico mutante, quadretto senza tempo che unisce Nino Rota, Esquivel e Ultravox. Capolavoro da riscoprire, senza pregiudizi.

Terminato l’incipit, ecco “Palestina” con i suoi incastri arditi, cadaveri etno-pop (tipo il Peter Gabriel di “IV”) sparsi sull' "asfalto lucido" di Düsseldorf ma che, dissezionati, rivelano l’italico cuore melodico; poi l’eurodisco ipercinetica “Elettrochoc”, ghiaccio rococò al gusto Yellow Magic Orchestra; poi ancora le rarefazioni oniriche di “Intellighenzia” (arpeggi in chorus, canto maligno della Ruggiero, sofisticazioni d’ambiente alla Japan, fischiettii morriconiani) e il melodiare sibillino di “Scacco Un Po’ Matto”, europop dalla lega in titanio che rimpasta i New Musik secondo il ricettacolo prog di casa Genesis.

“Il Video Sono Io” proietta tribalismo androide e sospiri al laser; un “Videodrome” fattosi lingua biforcuta, nonché ideale scorciatoia per la biforcazione ultima “Tango”/“I Bambini Di Poi”: la prima mantide religiosa a pois alle prese con antichi passi di danza, la seconda un po’ timida filastrocca nei pressi de Le Orme, un po’ salmo apocalittico vagamente OMD. Punto e a capo.

Sconcerta, in “Tango”, la concentrazione di materia, la densità delle textures: ogni brano è un puzzle di suoni, fascio di melodie/ritmi fratturati e iperbolicamente rifratti. Anche i testi di Stellita si adeguano ai tempi, facendosi giocosi cut-up, lingua manipolata come pongo fresco: “Biondami un po’ col dittongo tuo/ gira su te che fai girare me/ con passo lento e malizioso/ magari un po’ gitano e demodé (…)/ Tangami un po’ coi tuoi baci se vuoi/ vuotami un po’ la testa che non ho/ è un tango profumato di rose (…)”.

“Vedi un po’ tu come sono gli eroi…” squilla la Ruggiero in coda al disco: nessun eroe – per fortuna – fra i Matia, soltanto artisti capaci di “importare” nel nostro paese un linguaggio inedito e tramutarlo in qualcosa di assolutamente peculiare, profondamente italiano eppure aperto al mondo, esente da provincialismi. Quello che la musica italiana dovrebbe essere più spesso.

_________________
www.autistico.blogspot.com


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: gio feb 26, 2009 1:14 am 
Non connesso
Cristianuni
Cristianuni

Iscritto il: sab mag 14, 2005 7:49 pm
Messaggi: 280
Piero Ciampi...Andare Camminare Lavorare

“Se sono solo come mai, non ho una lira e tu lo sai, perdonami…Non sono morto e tu lo sai, se ti procuro tanti guai…”. Così, e in molti altri modi si raccontava Piero Ciampi e il suo raccontarsi era unico, controcorrente, innovativo, ironico, troppo sarcastico per poter essere apprezzato in quegli anni. La carriera di Ciampi si sviluppò negli anni post-Modugno (qualche eco se ne sente ancora in questo disco), nei sessanta italiani, non certo emancipati come quelli statunitensi o inglesi, ma basati piuttosto su un cantautorato folto e omogeneo, più o meno impegnato, ma forse non pronto ad accogliere un personaggio così sfacciato e poco gestibile. Sì perché la vita del Nostro non fu tutta rose e fiori, ma una continua battaglia tra alcol e gioco d’azzardo, che influirono molto negativamente sulla sua produzione artistica, nonché sui suoi rapporti con le case di produzione e con il pubblico. La poca continuità dei suoi lavori, e i temi trattati senza autocensure, portarono presto Ciampi all’isolamento artistico e produttivo, a parte la collaborazione costante col suo amico Gianni Marchetti (produzione e arrangiamenti, in questo e in altri dischi). “andare camminare lavorare…” rappresenta l’ultimo tentativo-scommessa della Rca di sfruttare sul mercato questo artista, grandioso, seppur difficile da piazzare in mezzo al grande pubblico; ma rappresenta anche un insieme di canzoni (è una sorta di raccolta di brani di un paio di lavori precedenti: Piero Ciampi e Io e te abbiamo perso la bussola), in cui Ciampi racchiude tutta la sua poesia, la sua profetica ironia, la sua sofferenza, incarnando (non credo di azzardare troppo nella definizione) una sorta di poeta maledetto all’italiana. Con una voce a volte sicura, a volte traballante e acidula, Ciampi racconta le sue storie quotidiane, il suo amore (la commovente L’amore è tutto qui), le sue croci (Il giocatore, Il vino), e dipinge quadri nitidi e sarcastici della società italiana del tempo (In un palazzo di giustizia tratta lo scottante tema del divorzio), come in Andare camminare lavorare, in cui si mette ironicamente alla guida del popolo italiano (“Andare camminare lavorare, andare a spada tratta banda di timidi, di incoscienti, di indebitati, di disperati!!!”). Ovunque affiora amarezza, rassegnazione, ed ogni immagine è creata in modo così personale da coinvolgere l’ascoltatore nel suo dramma, da indurre a percorrere insieme all’artista livornese il suo percorso solitario dentro ad un mondo a lui estraneo, da credere nell’identificazione del cantante con il “Cristo tra i chitarristi” che canta nella sesta traccia, vero e proprio momento di poesia (“…è un uomo solo e senza armi, un pomeriggio su una salita perse la vita… da qualche parte c’è qualche Cristo che sale stanco e senza scampo una salita”). Gli arrangiamenti fanno da giusta culla ai testi e all’espressività di Ciampi, che si scontra consapevolmente contro il muro di gomma della società che non l’ha capito, con i produttori che l’hanno scaricato, con i suoi limiti che l’hanno logorato senza togliergli la lucidità di comprendere le sconfitte a cui andava incontro. “andare camminare lavorare…” si può incontrare solo per caso, si può apprezzare solo col tempo, si può amare solo se si riesce a penetrare la profondità di un cantautore di rara fattura come era un certo Piero Ciampi.

Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Ha un carattere melanconico,
beve come un irlandese.
Se incontra un disperato
non chiede spiegazioni,
divide la sua cena
con pittori ciechi, musicisti sordi,
giocatori sfortunati, scrittori monchi.

Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Non gli fa paura niente
tantomeno un prepotente.
Preferisce stare solo
anche se gli costa caro,
non fa alcuna differenza
tra un anno ed una notte,
tra un bacio ed un addio.

Questo è un miserere
senza lacrime.
Questo è il miserere
di chi non ha più illusioni.

Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Detesta lavorare
intorno a un parassita,
vive male la sua vita
ma lo fa con grande amore.
Ha amato tanto due donne,
erano belle, bionde, alte, snelle,
ma per lui non esistono più.

È perché è solo un artista
che l'hanno preso per un egoista.

La vita è una cosa
che prende, porta e spedisce.

_________________
www.autistico.blogspot.com


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Consigli Per Gli Acquisti(o download)
MessaggioInviato: gio ott 01, 2009 7:40 pm 
Non connesso
Vici-Presidenti
Vici-Presidenti
Avatar utente

Iscritto il: lun set 06, 2004 4:13 pm
Messaggi: 2380
Località: Moschetta di Locri RC
Linko un sito interessante dal quale è possibile scaricare gratis molti album gratis. Tra glialtri il nuovo lavoro dei Kalafro - BRIGANTI

http://www.honiro.it/label/label.php

_________________


Il mondo si cambia 10 minuti al giorno. 6 miliardi di persone, gli abitanti del globo terracqueo, che dedicano a questo scopo giustappunto 10 minuti al giorno, dal 1 gennaio al 31 dicembre sommano un monte orario di 365 miliardi di ore all'anno.



Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 146 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1 ... 6, 7, 8, 9, 10

Tutti gli orari sono UTC +1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
cron
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Traduzione Italiana phpBB.it