là dove un tempo c'erano due campi da calcio.

Autore: 
Antonio Guerrieri
Data Pubblicazione: 
17/01/2006

“Delle Allivare” e “Cuchingam” non diranno niente a nessuno, ma per me e per molti che come me ci giocavano tutti i pomeriggi, erano i nomi con cui alcuni di noi avevano ribattezzato negli anni '90 due campetti da calcio che oggi non esistono più: il “Larosa” e il “Curinga”,entrambi nei pressi del Calvario di Locri.
Così come le Alpi che gli fanno da sfondo avevano dato il nome allo stadio di Torino, anche il “Larosa”, circondato dalle “allivare”, non poteva che chiamarsi così: “Il Delle Allivare”.
Il “nostro stadio” non era altro che un fazzoletto di terra con tanto fango e sabbia e poca erba con pendenza irregolare variabile dal 10% al 20% . Le porte? Assi inchiodate!( memorabile un “sette” preso da chi scrive con successivo schiodamento delle tavole e caduta del palo sulla testa di un accovacciato e distratto spettatore).
Non meno sgangherato era il “Curinga”(o Cuchingam come spesso veniva pronunciato da un turista fiorentino) che pur a pagamento (anche se era il più economico della Locride) già allora mostrava tutte le caratteristiche che l'hanno portato ad essere il rigoglioso campo coltivato che è oggi.
Al Larosa e al Curinga(specie di sera) si giocava tutti i pomeriggi e ogni giorno vi era una sfida tra “chilli du u calvariu” e le squadre rappresentanti degli altri rioni di Locri con quasi sempre in palio l'ambita bottiglia di Coca Cola da un litro e mezzo.
L'età media dei ragazzi era di venti anni poiché vi giocavano ragazzi dai 10 ai 30 anni, ma il sabato e la domenica anche qualche adulto non mancava di fare un salto al Larosa.
Un grave infortunio al ginocchio mi allontanò improvvisamente da quel “mondo”. Nuove amicizie, il cuore, e poi l'università fecero il resto.
Anno dopo anno, da “esterno”, mi incuriosiva però vedere al Calvario sempre più ragazzi e bambini in giro in motorino o in gruppo a fumare incessantemente tutto il pomeriggio. Ma a calcio non giocano più?
Passando per caso vicino al Larosa e al Curinga ebbi la risposta: entrambi erano stati, leggittimamente, trasformati in orti dai rispettivi proprietari.
A distanza di anni mi rendo conto che i ragazzi del Calvario erano dei privilegiati rispetto ad altri ragazzi di Locri che non avevano la fortuna di avere spazi gratuiti vicino casa.
Adesso le cose sono cambiate, ma solo perchè oggi neanche i ragazzi del Calvario hanno dove poter giocare liberamente.
E' vero che a Locri in questi anni è stato costruito un nuovo campo sportivo dietro al centro Salesiano, ma è quasi sempre occupato dagli allenamenti delle varie squadre giovanili.
Entro marzo 2006 dovrebbero poi essere ultimati il nuovo stadio e la palestra polifunzionale di C.da Licino, ma questi interventi non vanno purtroppo ad incidere direttamente sul disagio giovanile che colpisce principalmente i ragazzi delle varie “palazzine” di Locri i quali non sempre hanno i mezzi per spostarsi facilmente o per affittare ogni giorno una struttura privata vicino casa.
La voglia di sport è però tanta e lo testimoniano gli episodi di utilizzo abusivo delle strutture sportive di alcune scuole negli orari e nei giorni di chiusura ( scuole e strutture che dovrebbero in realtà, in base al piano ministeriale “Scuole Aperte” del '96, stare aperte tutto il giorno e anche la domenica data la particolare situazione).
Sport che è lo strumento più efficace contro la devianza giovanile e lo testimonia la situazione che si venne a creare qualche anno fa quando una squadra giovanile di Locri, composta perlopiù da ragazzi “a rischio”, terminò in anticipo il campionato e nelle settimane successive quasi il 50% di quei ragazzi, tornati a bighellonare tutto il giorno, ebbe problemi, anche seri, con la giustizia.
Sport che dovrebbe essere al centro dei piani per la “rinascita della Locride”, ma di fatto (e purtroppo nemmeno in teoria) ancora non lo è..

Antonio Guerrieri antonio.guerrieri@giovanilocride.net

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