Dal 10 DICEMBRE A RISCHIO TUTTO IL SISTEMA TRASPORTI SULLA LINEA JONICA

Autore: 
Antonio Guerrieri
Data Pubblicazione: 
14/11/2006

Dal 10 Dicembre 2006 il trasporto ferroviario sull’intera linea jonica (da Metaponto a Reggio Calabria) subirà l’ennesimo subdolo ritocco che lo porterà inesorabilmente alla soppressione. In questi giorni il nuovo orario è oggetto di continui cambiamenti, sia a livello di voci che sul sito di Trenitalia, ma le ipotesi più accreditate sono le seguenti.
Il treno 893 da Roma Termini, nonostante possa tecnicamente arrivare nella Locride un’ora prima (già dalle 7 di mattina invece che alle 8), continuerà a mantenere più o meno il solito orario ( con aumenti dei tempi di sosta nelle stazioni joniche senza giustificato motivo.). Potrebbe però diventare periodico e non sempre circolante quando servirebbe ed essere destinato alla definitiva soppressione.
I treni da e per Milano/Torino diventano periodici e quindi solo in alcuni periodi dell’anno. Non ritornano sulla Jonica i due treni da/per Taranto/Bari “temporaneamente” spostati sulla tirrenica o a Catanzaro Lido per i lavori sulla Reggio-Melito e da mesi completati.

E’ chiaro che da anni sia in atto una subdola strategia: creare disaffezione stravolgendo un po’ alla volta l’orario ed i servizi ferroviari di tutti i treni sulla Jonica (quando nel resto d’Italia molti rimangono immutati per anni) riuscendo per altro a peggiorarli di volta in volta.
In concreto la strategia, seguita con coerenza da anni, è la seguente:
1) creare allarmismo qualche mese prima del cambio orario diffondendo voci di totale soppressione
2) attendere le reazioni
3) fingersi non disponibili a trattare salvo poi cedere solo per alcuni servizi
4) “concedere” il ripristino parziale dei servizi, ma peggiorandoli
5) creare disaffezione a causa del peggioramento, voluto, dei servizi
6) ripetere l’operazione ad ogni orario fino alla totale soppressione della linea

In questo modo Trenitalia è riuscita a diffondere il luogo comune che la Ferrovia Ionica sia la più lenta d’Italia, che sia inutile, che non ci sia nulla da fare perché “la vogliono togliere”.
E’ così la gente invece di protestare perché il “Romano” ,ad esempio, potrebbe arrivare a Locri alle 7:20 di mattina senza NESSUN ACCORGIMENTO TECNICO, ma d’ufficio, protesta perché non c’è un pullman che porti da Rosarno a Locri in coincidenza con il “Romano –Tirrenico”.
Peccato che il Romano a Rosarno arrivi alle 7:10 e a Locri in pullman si arriverebbe non prima delle 8:30 cioè sessanta minuti dopo il possibile arrivo a Locri via treno. Dov’è la convenienza teorica?
Lo stesso vale anche per i collegamenti da e per Milano/Torino dove oltre all’orario “taroccato” da alcuni mesi è presente la comodissima e rara cuccetta comfort (a metà tra vagone letto e cuccetta) che però non viene per niente pubblicizzata.

Allo stesso modo anche e soprattutto nel trasporto regionale avvengono episodi “sospetti”.
E’ un caso che a Lamezia Terme il treno per Locri parta con un paio di minuti d’anticipo rispetto all’arrivo del corrispondente treno da Cosenza rendendo impossibile la coincidenza?
E’ un caso che il treno dei pendolari delle 6:23 tra Locri e Reggio subisca continui ritocchi spesso assurdi? (con il nuovo orario si sposterà alle 6:13 senza motivo, ma in passato sempre senza motivo è stato spostato anche alle 5:52 per poi fermarsi 10 minuti ad Ardore).
E’ un caso che la Polfer (che bisogna dirlo è carente d’organico) scorti per lo più treni “tranquilli” e non quelli presi d’assalto dagli studenti che non pagano biglietto, tirano continuamente il freno provocando ritardi e disagi, minacciano il personale e distruggono tutto?
E’ un caso che l’unico pullman per Rosarno veramente utile sarebbe quello in coincidenza con l’Eurostar della sera (23:20) in arrivo da Roma (partenza alle 17:45) ed invece l’unico a non essere stato istituito?
E’ un caso che il biglietto del treno costi di più di quello del pullman? E che il treno sia alcune volte più lento del pullman pur essendo tecnicamente molto più veloce (135km/h contro 80km/h)? Non è un caso perché è la Regione a pagare entrambi i vettori e a decidere di fatto le tariffe e gli orari.
Cui prodest? (a chi giova tutto ciò?) Di certo non ai cittadini e non dimentichiamocelo AI TURISTI della Jonica.
Questo nonostante in questi mesi ci si sia riempita la bocca di belle parole, nonostante siano scesi a Locri (spesso con l’aereo di stato e con l’elicottero) numerosi politici e governanti, nonostante il Ministro dei Trasporti abbia da sempre manifestato interesse per la linea jonica, nonostante sia chiaro che con l’isolamento non vi può essere sviluppo.
Le responsabilità sono chiare ed oltre che di Trenitalia sono di Governo e Regione.
A loro vanno chieste spiegazioni, a loro vanno chiesti risultati concreti e soddisfacenti.

I ragazzi dell’Associazione Culturale “Giovani per la Locride” sono convinti che bisogna invertire la tendenza messa in atto da Trenitalia e dalla Regione che porta a “spremere” per bene chi è proprio costretto a viaggiare (dirottandolo per esempio sul ben più costoso Eurostar che a breve subirà un ritocco alle tariffe) non invogliando per niente chi, in presenza di un collegamento diretto comodo e veloce viaggerebbe molto più spesso anche senza una seria necessità.
Per questo motivo in questi giorni partiranno delle lettere indirizzate ai principali interlocutori istituzionali con le quali verranno nuovamente messi nero su bianco i disservizi e proposti i miglioramenti A COSTO ZERO per i treni esistenti e l’istituzione, anche con l’intervento della Regione, di due comodi treni interregionali mattutini Reggio – Taranto Bari (via tirrenica e via jonica) che prendano il posto dell’Intercity Pitagora soppresso da Trenitalia prima dalla Jonica e poi dalla Tirrenica. Verrà poi proposto un veloce e comodo Intercity “Jonico” che colleghi solo ed esclusivamente l’intera costa jonica calabrese, (al 90% esclusa dalla possibilità di raggiungere comodamente gli Eurostar) con Napoli, Roma e Perugia. Un treno che grazie al limitato numero di fermate e destinato ai soli viaggiatori della costa jonica potrebbe partire dalla Locride intorno alle 13 e raggiungere dopo neanche 7 ore di viaggio Roma intorno alle 20 (Perugia 22:30) e viceversa con partenza da Roma intorno alle 13:00.
Un treno che potrebbe essere facilmente istituito se la Regione decidesse di patrocinarlo utilizzandolo anche come veicolo promozionale dell’offerta turistica della Calabria Jonica. Promozione turistica garantita anche da possibili accordi con gli operatori turistici che potrebbero prevedere il rimborso parziale del biglietto ferroviario, attraverso sconti sul soggiorno, per chi decide di scendere sullo Jonio con il treno.
Di certo costerebbe meno di una serie di spot sulle tv nazionali o di quanto la Regione spende ogni anno per ripianare i bilanci delle autolinee (quasi 60milioni di Euro a fronte dei 10 per le Ferrovie Regionali e 5 per gli investimenti).

P.S. Raddoppiare a macchia di leopardo l’intera Linea Jonica (da Sibari a Reggio 350km) costerebbe circa 100 milioni di Euro e per tanti sarebbe troppo costosa, la Superstrada Bovalino Bagnara quasi 1000 e per tanti non ci vuole nulla a farla.

ANTONIO GUERRIERI
antonio.geurrieri@giovanilocride.net

Your rating: None Average: 4.8 (6 votes)