[CONOSCIAMO LE ISTITUZIONI] INTERVISTA AL MINISTRO DELLO SPORT GIOVANNA MELANDRI

Autore: 
Antonio Guerrieri
Data Pubblicazione: 
10/12/2006

Può spiegare ai nostri lettori i principali compiti del Ministro alle Politiche Giovanili, figura istituita solo di recente?

È vero. Il Ministero che ho il privilegio e l’onore di presiedere ha poco più di sei mesi di vita. È un Ministero nuovo, fortemente voluto dal presidente Prodi, che peraltro ha colmato una lacuna che ci vedeva tra gli ultimi in Europa. Non che in Italia non esistessero le politiche giovanili. Ma erano elaborate da Comuni, Province e Regioni, senza avere un luogo di indirizzo e coordinamento a livello centrale che potesse armonizzarle. Fino all’istituzione del nuovo Ministero, i giovani italiani venivano considerati perlopiù un problema. Un problema di ordine pubblico, di cui si occupava il Ministero delI’ interno; o un problema di disagio sociale, di competenza del Ministero delle Politiche sociali o della Salute. Ma non possiamo guardare ai giovani esclusivamente come a un problema. Voi ragazzi siete soprattutto una risorsa per il nostro Paese, una risorsa che rischia spesso di finire sprecata. Ecco perché lo scopo del nuovo Ministero è, in una parola, quello di rafforzare gli spazi della vostra autonomia e facilitare i vostri processi di emancipazione. Se dovessi dare un titolo al programma del nostro Ministero parlerei di accesso al futuro. Credo sia questa la difficoltà con cui si scontrano molti giovani italiani. L’incapacità di progettarsi una vita, una famiglia. L’incapacità di immaginare un percorso stabile data anche dall’incapacità di trovare un lavoro stabile (e, aggiungerei, con un salario superiore ai classici 1000 euro al mese). L’impossibilità di accedere a un mutuo senza l’aiuto dei propri genitori, magari per affittare o comprare una casa. Noi dobbiamo aiutare i giovani italiani a superare tutte queste barriere all’accesso, liberando i loro talenti, incoraggiando la loro mobilità. E mi sembra che stiamo muovendo già i primi passi in questa direzione.

Quali sono questi primi passi?

Noi abbiamo disegnato un vero e proprio Piano nazionale d’azione per i giovani italiani, sul modello di quello presentato da Zapatero in Spagna. Come dicevo, quindi, un pacchetto di politiche di accesso al lavoro, al credito, alla casa, alla formazione e alla cultura. E la prima Finanziaria del governo Prodi, attualmente all’esame delle Camere, è riuscita a sovvenzionare questo Piano con l’istituzione di un Fondo per le politiche giovanili, che ha dotato il nostro Ministero senza portafoglio almeno di un salvadanaio! Il Fondo, infatti, è finanziato con 120 milioni di euro all’anno. Ma questa non è l’unica buona notizia arrivata, per i giovani italiani, con l’ultima Finanziaria. Ci sono altre norme che voglio citare. Primo: una fiscalità di vantaggio per gli studenti fuorisede e per le loro famiglie. Si tratta di una detrazione fiscale fino a 2600 euro sull’affitto della casa per chi studia lontano dal comune di origine o per la propria famiglia. Secondo: un favore fiscale che sale dal 25 al 40% sui redditi provenienti da diritto d’autore degli under 35, a vantaggio quindi non solo dei giovani registi, scrittori, etc. ma anche dei giovani ricercatori e scienziati che depositano un brevetto, ad esempio. Terzo: un credito d’imposta fino a 100 mila euro all’anno per le etichette musicali indipendenti nella produzione di opere prime e seconde, a vantaggio dei giovani musicisti. Ultima misura che voglio citare e che riguarda il binomio giovani e sport: una detrazione fiscale di 210 euro per le famiglie che iscrivono i propri bambini e ragazzi tra i 5 e i 18 anni a una struttura sportiva (una palestra, una piscina, un’associazione sportiva), per incoraggiare i genitori a far fare sport a propri ragazzi, investendo così sulla loro salute e combattendo fenomeni come la sedentarietà e il rischio obesità.

A giorni incontrerà i ragazzi e gli operatori sociali della Locride, con quale spirito e con quali intenzioni scenderà a Locri?

Arrivo in Calabria con emozione ed entusiasmo. Lo spirito del mio viaggio in una terra come la Calabria è uno spirito d’avventura. Nel senso che sono impaziente di conoscere meglio le vostre iniziative e sono felice di unirmi alla vostra avventura, al vostro viaggio nella legalità, contro ogni omertà. Voi state insegnando alla vostra terra ad alzare la testa. Lo state facendo con l’esempio della vostra cittadinanza attiva, con le facce pulite di chi non ha niente da nascondere, con una splendida dose di incoscienza. La vostra “rivoluzione bianca” è, in realtà, piena di colori. La vostra energia è quella di chi non si arrende alla “regola del Gattopardo”, con l’ostinazione di chi vuole cambiar veramente il corso della storia del proprio territorio. Le vostre famiglie dovrebbero essere orgogliose di voi. Ma anche i vostri amministratori, i vostri politici. Io vengo a dirvi che il vostro Ministro lo è.

Il nostro è un territorio ad alta densità mafiosa ed è risaputo che “si diventa” mafiosi sin dalla tenera età. Crede, come noi, che puntare sulle politiche giovanili sia forse il migliore strumento per sconfiggere le mafie nel medio-lungo periodo?

È innegabile: c’è stato un affievolirsi della tensione antimafia negli ultimi anni, sia a livello politico-istituzionale che sociale. Anche se i delitti e i crimini sono continuati, inesorabilmente, senza fare neanche più notizia. Forse perché in generale la mafia, tranne rare eccezioni che conoscete bene, ha saputo farsi invisibile e meno rumorosa. Ha saputo incrostarsi in alcuni territori, fino a diventare dello stesso colore dell’ambiente, accettata e accettabile. E non c’è niente di più insidioso di una mafia accettabile. Ecco perché io ammiro il vostro esempio. Siete stati coraggiosi, fino ad essere disarmanti. Avete lanciato una sfida, un invito a reagire, partito dai ragazzi delle scuole, dei muretti… Siete il tesoro di questa terra. E lo ripeto: la politica deve raccogliere il vostro esempio di partecipazione, il vostro appello alla legalità.

Il modo migliore per farlo è quello di pensare politiche attive del lavoro, che vi consentano di non dover emigrare per trovare lavoro e guadagnare uno stipendio dignitoso alla fine del mese; politiche che investano sulla cultura e sull’educazione; politiche che promuovano la vostra partecipazione alle istituzioni, che vi consentano di accedere all’amministrazione della vita politica dei vostri paesi.


Purtroppo nonostante gli sforzi istituzionali e le campagne informative degli ultimi anni è ancora ristretto il numero di giovani che è a conoscenza ed accede ai programmi/progetti europei e statali dedicati ai giovani. Cosa intende fare per far conoscere ai milioni di ragazzi che ancora non lo sanno che le istituzioni sono disposte, da anni, ad investire sulle loro idee?

I progetti europei e statali dedicati ai giovani sono molteplici, è vero, e aprono possibilità notevoli ai ragazzi e alle ragazze italiane, utili soprattutto all’avvio della loro carriera. Non è facile, però, accedere alle informazioni sui vari bandi e concorsi, anche per colpa di informazioni spesso disomogenee e difficili da decodificare. Nei prossimi mesi abbiamo intenzione di rafforzare la rete degli sportelli Informagiovani, che dovrebbero diventare la chiave d’accesso per voi ragazzi a tutte le informazioni che vi riguardano. Inoltre, entro poche settimane metteremo on line il nostro sito Internet (www.politichegiovaniliesport.it; indirizzo non ancora attivo), dove pensiamo di divulgare il maggior numero possibile di informazioni concretamente utili ai giovani italiani, tra cui certamente quelle relative a programmi e progetti europei. E stiamo per lanciare un concorso di idee, che dovrebbe partire già a gennaio, dedicato ai giovani talenti italiani. Non appena il bando sarà pronto, faremo in modo di lanciarlo attraverso una campagna di comunicazione che possa spiegare adeguatamente al maggior numero di ragazzi e ragazze italiane di che si tratta.

Passiamo allo Sport che nella Locride per carenza di strutture adeguate è sinonimo solo di calcio. Numerose società sportive di pallavolo, basket, pallamano e calcetto dell’intero territorio spesso si contendono la stessa palestra con evidenti disagi nella turnazione. Le stesse, per la mancanza di medie-grandi aziende nella zona e per la carenza di trasporto pubblico locale efficiente sono costrette a sobbarcarsi interamente (tramite costose quote di iscrizione o autotassazione dei ragazzi e genitori) i costi di iscrizione ai campionati e le spese per le trasferte ( che spesso superano i 200km tra andata e ritorno). Può il Governo intervenire, anche aiutandole finanziariamente se fosse il caso, su Provincia e Regione sia chiedendo la realizzazione di nuove strutture sia chiedendo un aumento dei contributi alle società sportive calabresi che operano nel settore giovanile?

Ho iniziato da pochi mesi il mio viaggio in Italia, attraverso le varie realtà regionali. Approfitterò della mia trasferta calabrese per saperne di più sulla realtà della vostra terra e anche delle vostre società sportive. Non solo del calcio, ma di tutti gli sport, visto che credo sia necessario superare, nel nostro Paese, la monocultura del pallone e riscoprire tutta quell’altra miriade di discipline straordinarie che appassionano migliaia di praticanti e tifosi. Certo, il problema di una carenza strutturale degli impianti sportivi è un dato di fatto, così come è un dato di fatto che questa carenza colpisca soprattutto il Sud. Un aiuto finanziario dal Governo, però, su questo tema è già arrivato con l’ultima Finanziaria. Infatti, abbiamo stanziato 20 milioni di euro annui a favore dell’Istituto del Credito Sportivo, la vera e propria banca dello sport italiano, che finanzia l’impiantistica nel nostro Paese. Il governo precedente aveva operato, nella sua ultima Finanziaria, un taglio di 450 milioni di Euro a danno del Credito Sportivo, prosciugandone le casse e bloccando, di fatto, ogni ipotesi di modernizzazione dell’impiantistica nazionale. Noi vogliamo lanciare una nuova stagione per i nostri impianti sportivi, anche coinvolgendo le scuole, con la messa a disposizione dell’impiantistica scolastica anche ai non studenti negli orari extracurricolari. E questa grande opera di rinnovamento parte proprio da chi ha un più urgente e improrogabile bisogno di intervento: il vostro Sud.

Grazie per il suo prezioso intervento e per la disponibilità

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