UN PROIETTILE CONTRO LA SOCIETÀ

Autore: 
Barbara Panetta
Data Pubblicazione: 
14/02/2006

Cattiva maestra televisione recita il titolo di uno dei libri di Karl Popper scritto nel 1994, ma il cui concetto, dopo dodici anni, continua a poter essere applicato allo stato attuale della televisione italiana, dove la morale è un optional e il decoro è caduto nell’oblio. Grandi fratelli che si nutrono spiando ogni umana debolezza; feroci litigate fra fantomatici naufraghi di un’isola che non c’è; moglie e marito che, in barba all’unione familiare, si scontrano in diretta sulle principali reti televisive; sederi all’aria e seni al vento in qualsiasi fascia oraria; politici fantocci e consenzienti ospiti di programmi demenziali; macchine della verità per saggiare sentimenti sbocciati in un caldo e luminoso studio televisivo e sotto il controllo delle impertinenti telecamere; telegiornali che sostituiscono la vera informazione con il gossip; gente vestita da carnevale tutto l’anno che affolla i salotti televisivi pomeridiani sproloquiando su questo o quel fenomeno da baraccone; reti pubbliche e private che, per soddisfare mamma pubblicità ottenendo l’audience più alta, si fanno la guerra su chi propone il programma spazzatura meglio riuscito. 
La soglia della qualità è stata abbondantemente abbassata, e drammaticamente tende a scendere ancora. 
Carol Wojtyla, in uno dei testi introduttivi del sopraccitato libro scriveva: “Può essere che un campo così delicato resti privo di regole e di equilibrati orientamenti etici e morali? 
[…] E’ una responsabilità che grava primariamente su quanti operano, a diverso livello, nel mondo dei media, oggi diventati straordinariamente potenti, ma coinvolge l’intera società civile, che non può essere destinataria passiva di ogni messaggio d’informazione” 
Eppure ciò che pare succedere tra noi giovani, ma non solo, è proprio un assorbimento passivo e senza critica di ciò che i media ci sparano addosso. Quasi un ridare conferma alla prima teoria sulle comunicazioni di massa; la teoria del proiettile magico o dell’ago ipodermico che partiva dal presupposto che gli stimoli creati dai media potevano raggiungere ogni singolo membro della società e che ogni persona li avrebbe percepiti in modo più o meno simile e che avrebbero provocato una risposta più o meno uniforme da parte di tutti. Gli studi successivi annullarono questo assunto dando più credito all’ approccio cognitivo e quindi alla capacità di ognuno di decidere come interpretare i messaggi divulgati dai media. 
Ma tornando alla situazione attuale, il mostrare una faccia della società pur poco reale e credibile sembra attirare molti giovani che iniziano a sognare di far parte di quella scatola magica come punto massimo di soddisfazione nella propria vita. Ci soffermiamo poco ad analizzare ciò che vediamo ed ascoltiamo, diamo per scontato che quello sia un mondo perfetto. 
Occorre fare un passo indietro e provare ad essere tutti più critici nei confronti del metodo usato per descriverci la società, bisogna riuscire a valutare cosa valga e cosa no, cosa possa arricchirci culturalmente e cosa sia una semplice perdita di tempo. Si può anche seguire un programma poco valido semplicemente per rilassarsi, l’importante è che non scateni in noi un meccanismo di identificazione. 
Sperando in un presto intervento sulla regolamentazione dei programmi tv e del mondo dei media in generale, sta a noi farne buon uso. 
Barbara Panetta 
barbara.panetta@giovanilocride.net

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