[INTERVISTA] INTERLOCRIDE, UNA REALTÀ CHE CRESCE. INTERVISTA AL MISTER ALIA

Autore: 
Francesco Carbone
Data Pubblicazione: 
03/01/2007

Oggi con la nostra intervista ci addentriamo in mondo dello sport poco conosciuto: andiamo a scoprire il Calcio a 5. Del calcio sappiamo ormai quasi tutto, ma del Calcio a 5 sappiamo poco o niente. La nostra intervista, approfittando del campionato fermo per le festività natalizie, è rivolta all’allenatore dell’Interlocride, squadra prima in classifica, al termine del girone d’andata, nel girone B del campionato regionale di serie C2. Abbiamo incontrato mister Carlo Alia.

Carlo Alia nasce calcisticamente a Locri. All’età di 8 – 9 anni inizia a giocare a calcio in una squadra di Locri. Dopo aver militato nei settori giovanili, inizia la sua intensa carriera calcistica, avendo militato nelle più importanti squadre della Locride, sempre ai massimi livelli, ossia tra Interregionale (l’attuale Serie D) ed Eccellenza. Ha un’esperienza di allenatore-giocatore con la Fortitudo Locri vincendo il campionato di seconda categoria. Dopo un paio d’anni, ossia all’età di 29 anni, è costretto a smettere in seguito ad un grave infortunio. A 30 anni iniziava la carriera di allenatore, allenando contemporaneamente gli “Allievi” dell’A.C. Locri e la Pegaso Locri nel Calcio a 5.



Da quanti anni è allenatore?

Da circa dieci anni.



Invece nel calcio a 5?

Nel calcio a 5 ho fatto i primi 3 anni e poi dal dicembre 2005 sono all’Interlocride.



Come mai si è avvicinato alla realtà del calcio a 5?

Perché nel 1997 un gruppo di amici aveva deciso di fare il calcio a 5. Io dovevo giocare, poi, visto l’infortunio che ho avuto, non l’ho potuto fare, e quindi mi hanno chiesto di allenarli. Poi abbiamo visto che la squadra era competitiva, gli amici erano seri, i ragazzi al campo si allenavano e ci siamo fatti prendere da questa esperienza e ci è piaciuta. L’ho fatta e la rifarei perché è un’esperienza bella.



Cosa pensa del Calcio a 5?

Non penso sia un’alternativa al calcio a 11, come molti pensano, e credo che bisognerebbe comunque avvicinarsi a questo sport fin dall’età giovanile, per poter assimilare bene le caratteristiche di gioco.



Si aspettava la sua squadra prima forza del campionato, con miglior attacco e seconda migliore difesa, alla fine del girone di andata?

Mi aspettavo questa squadra prima in classifica. Con l’inserimento di Pasquale Franco, io sostengo che questa è la squadra più forte del campionato. Anche se deve migliorare e stiamo cercando di diventare una squadra di calcio a 5, dato che la maggior parte provengono dal calcio. Come forza comunque me l’aspettavo e mi aspettavo di fare il protagonista in questo campionato.



Mi può identificare un difetto e un pregio della sua squadra?

Il difetto è che ancora i ragazzi non si sono purtroppo resi conto di quello che possono fare, non sono coscienti delle proprie forze. E questo si ripercuote sull’approccio alla partita: infatti partono con molta rilassatezza, non dimostrando all’avversario fin da subito la propria forza.

Il pregio è che secondo me è una squadra forte caratterialmente, con Franco che la spinge un po’ troppo, nel senso che gli da quella forza caratteriale che qualcuno la recepisce in un modo, qualcuno in un altro modo, però porta sempre ad una reazione.



Invece, ora, un difetto e un pregio di quando Lei allena i ragazzi o mentre sta seduto il sabato in panchina.

Un difetto, che non vorrei fosse un difetto, è che cerco di mettere la partita sul binario giusto, acquisendo un margine di vantaggio sull’avversario, per poter poi dare spazio a tutti i ragazzi a disposizione. Professionalmente può essere un difetto, ma umanamente, allo stesso tempo, lo considero un pregio.



Qual è il suo modulo di gioco preferito e quello che adotta maggiormente?

Premesso che non credo nei moduli, credo negli uomini che interpretano determinati movimenti. Anche se nel calcio a 5 ci sono dei parametri specifici, credo che in questo contesto dilettantistico non si può parlare di moduli. Quindi già avere una squadra che in campo si muove in maniera intelligente già basta e questo può fare la differenza.



Alla fine del girone di andata l’Interlocride è prima in classifica. Ora, che girone di ritorno si aspetta?

Da prima in classifica!



Arriverà qualche rinforzo o ritiene che la rosa a sua disposizione è già abbastanza completa in tutti i reparti?

La rosa è completa ma se arriva qualche rinforzo è sempre ben accetto. Però, in questa fase di calcio-mercato, possono essere presi solo calciatori svincolati. Comunque sono già arrivati Cusenza, portiere, ed Errigo. E contiamo nel recupero degli elementi infortunati.



Finora, dal suo punto di vista, qual è stata la partita può difficile?

Direi sicuramente contro il San Giovannello, nonostante il 7 a 1 finale.



Invece qual è stata quella tatticamente perfetta?

La partita contro la Zona 2002, nonostante la sconfitta, perché si è riscontrata tra l’altro la vera forza della squadra.



La più bella sotto tutti i punti di vista?

Il secondo tempo contro il S.Elia.



Quali erano gli obiettivi della società ad inizio stagione?

La salvezza sicura. Quindi arrivare al quinto posto per evitare i play-out.



Quali sono quelli in corso d’opera?

Sicuramente la vittoria del campionato…a questo punto perché non provarci?



Chi contenderà il primato all’Interlocride?

Penso proprio la Zona 2002. A meno che non ci sia un’altra squadra che potrebbe essere il Kroton. Dipenderà molto dalla prima giornata di ritorno, perché il Kroton gioca in casa contro il S.Elia, mentre noi andiamo a Catanzaro contro il Panarea. Alla seconda giornata il Kroton verrà qui da noi. La seconda di campionato dovrebbe dare già i parametri di quali saranno le squadre a contendersi la vittoria finale. Mentre le prima quattro partite diranno se l’Interlocride potrà vincere il campionato o dovrà sudarselo fino all’ultima giornata di campionato.



Sarebbe comunque felice di poter disputare anche e solamente i play-off, anche se ovviamente non glielo auguriamo?

Con questa squadra, sinceramente, mi dispiacerebbe fare i play-off. Ma per la bellezza del rapporto che si è creato con questa squadra, sarei contento di fare anche i play-out. Io vorrei vincere molto per loro, oltre che per una soddisfazione personale, però comunque l’importante è che mi resti una bella esperienza.



Di chi non potrebbe fare assolutamente a meno nella sua squadra?

L’elemento di cui non potrei fare assolutamente a meno, e qui nessuno mi potrebbe giudicare male, è Coluccio. Lo dico perché secondo me è l’elemento cardine e trainante, non tanto in campo, ma a livello di immagine. E’ un punto di riferimento per tutti. E spendo senza problemi una parola in più per Coluccio, anche per gli anni che abbiamo trascorso insieme.



Vorrebbe cambiare qualcosa nella sua squadra?

Il carattere di Pasquale Franco, in quanto lui potrebbe dare di se ancora più di quanto riesce effettivamente a dare. Lui potrebbe fare 6 – 7 gol a partita per le qualità che ha, però con quella sua carica poi alla fine non riesce. E’ determinante comunque, però potrebbe essere devastante. Ecco, qualcosa del suo carattere lo cambierei.



Prospettive future?

La società vuole andare avanti anche se non dovesse vincere il campionato. La società vuole crescere, costituire un settore giovanile, una scuola calcio. Con questa società si è creato un buon rapporto, se le cose con questo gruppo continuano con questi parametri, non c’è motivo per divorziare.



Certo, però per creare una scuola calcio, alla società servirebbe una struttura propria.

Infatti. La società sta lavorando, anche se è molto difficile. Sta cercando di crearsi una struttura propria, vediamo anche nel momento in cui ci sarà il Palazzetto, e come questo verrà gestito.



Considerazioni finali?

Vorrei solo aggiungere che sto lavorando con un gruppo eccezionale, e spero di poter vincere per far felici loro, nel senso che loro vincono e io sarò contento per questo. Anche perché molti di loro ci stanno mettendo l’anima, e per questo vorrei che questo campionato si vincesse. Ma anche per far tornare il comprensorio, anche sotto questo punto di vista, ad ottimi livelli. Poi è una soddisfazione anche per la società perché con la vittoria si può anche ragionare in altri termini, perché le vittorie portano voglia, portano finanziamenti, portano sponsor, e sono questi che ti permettono di portare avanti la società.



Ringraziamo mister Alia per la disponibilità e gli facciamo un in bocca al lupo per il campionato.

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