L'Italia tra la paura dell' uomo "nero" e dei "leoni indomabili"

Autore: 
Emilio Lupis
Data Pubblicazione: 
22/01/2010

 Era il primo luglio del 1990.

Ero piccolo, molto molto piccolo, ma nonostante ancora non avessi 6 anni come oggi ancora non ne ho 26 ricordo perfettamente questo episodio. Non ricordo se facesse caldo ma dato il periodo non mi sorprenderebbe, sicuramente c'era una bella e tesa atmosfera in giro. Infatti quello era il tempo delle "notti magiche". L'Italia infatti ospitava la coppa del mondo di calcio, un evento già bello di suo, se poi dopo soli 12 anni si materializza la possibilità di rialzare la coppa del mondo addirittura in casa figurarsi che atmosfera! Finì con lo psicodramma dell'uscita a vuoto di Zenga su Caniggia che segnò di testa portando la semifinale di Napoli contro l'Argentina ai rigori dove il sogno di quell'estate Italiana si infranse sul secondo portiere degli albiceleste. Ma la data con cui inizia quest'articolo che non tratta di calcio come si potrebbe erroneamente pensare si giocava una partita diversa. Per la prima volta una squadra africana raggiungeva i quarti di finale di un mondiale e la partita era Camerun-Inghilterra. Io piccolo piccolo guardando la tv, forse per la prima volta feci davvero caso (o forse è il primo episodio di questo tipo che io ricordi) che c'erano persone con un colore di pelle diverso dal mio. Vedevo questi giganti chiamati "leoni indomabili" che correvano a piu' non posso e quando si trovarono in vantaggio festeggiavano come mai avevo visto festeggiare prima. Non nascondo però una certa inquietudine, infatti come tanti di noi da bambini, anche io avevo paura del fantomatico e fantasioso "uomo nero". A quel punto chiesi a mia madre :" mamma ma perchè ci sono gli uomini neri in tv se sono cattivi?" Forse trovandosi spiazzata da questa domanda fatta da un bambino di neanche 6 anni mi rispose dicendo:" ma non sono cattivi è che Gesù quando ci creò" decise che tutti eravamo uguali ma per  dare piu' fantasia al mondo c'erano altre persone con colori diversi." Insomma con molta semplicità mi è stato spiegato che il mondo è bello finchè è vario e vi dirò di piu' da allora il Camerun è entrato nei miei desideri da "viaggiatore". Crescendo ho anche avuto amici dai vari colori di pelle e purtroppo andando avanti con la scuola, passando dai cartoni ai tg ho scoperto uno dei sentimenti piu' vili che possano esistere: il RAZZISMO. Il razzismo oltre che una cosa schifosa che ha cagionato milioni di morti in Italia è anche qualcos'altro: è un buon pretesto per dare contro al "diverso" quando succede qualcosa. Oppure potrebbe anche essere un modo per  dimenticare quando erano gli Italiani ad andare in giro a lavorare o in altri casi a portare malavita e quant'altro. Questo pezzo mi nasce da dentro e lo scrivo con molta rabbia soprattutto perchè è stata la "terronissima" Calabria recentemente a mostrare tutto il suo lato peggiore con quanto successo a Rosarno. Infatti come tutti sapete recentemente lì tutti questi neri (grammaticalmente sarebbe corretto negro ma in Italia si è razzisti anche con le parole) "cattivi" sono scesi in strada qualcuno anche in maniera poco civile per ribellarsi. Ribellarsi a un Paese che li ha accolti come peggio non si potrebbe: a raccogliere agrumi, frutta e verdura un po qua e un po là  per pochi euro al giorno e buttandoli in certi "lager tollerati"se ci aggiungiamo pure che da quei pochi euro c'era da togliere la mazzetta dovuta a chissà quale signore... magari facente parte di una associazione un pochetto (ma appena un pochetto eh) illecita a scopo di lucro che non si nomina MAI, e dunque, per la mia sicurezza personale lascerò solo intendere dando la lettera iniziale N e il finale di parola DRANGHETA e se ci aggiungiamo che nonostante quanto scritto sopra qualche cretino si è divertito a usarli come bersagli con le pistolette a pallini che cosa restava a questi ragazzi impauriti, affamati e magari clandestini e con un pessimo italiano se non scendere in strada a fare casino? Eppure, nonostante questi motivi che non giustificano la violenza ma con una piccola analisi a bocce ferme possono farla "capire", si è aperta la caccia al nero e come non mai ci si è da nord a sud schierati in favore dei poveri Italiani vittime di questi cattivoni che conoscendo la Calabria difficilmente portavano i soliti: scippi, stupri, rapine etc storicamente secondo l’Italiano medio commessi dall’ extracomunitario (ma chissà se lo sanno che anche gli Americani ad esempio lo sono).  Il finale di questa storia rimbalzata agli onori della stampa internazionale è stata una deportazione piu' o meno spontanea che ha portato alla scomparsa della comunità africana a Rosarno e una manifestazione in cui gli Italiani dichiaravano di non essere razzisti e dunque come nella migliore tradizione Italiota vi è stata l'autoassoluzione. La realtà dei fatti invece dice che la figura a livello internazionale è stata realmente misera e l'Italia ha tirato fuori il peggio di se. In Italia esiste ogni tanto la solidarietà sociale ma l'integrazione quella vera è assolutamente lontana. Se ci pensiamo nonostante il grande Altare della Patria  menzognero costruito in onore dell'Impero fondato dal Duce, l'Italia con le sue colonie non ha avuto propriamente successo e sebbene il colonialismo degli altri  grandi stati ha portato tante cose negative, ha senza dubbio portato una buona integrazione poichè con "l'importazione della lingua" per il colonizzato che si spostava dal suo paese a quello "colonizzante" tante operazioni da compiere diventavano piu' facili. Infatti basta fare un giro in Spagna, in Francia, in Inghilterra e così via per scoprire e trovare tantissime comunità integrate, benvolute che non dimenticando le origini ormai si sentono identificati con lo stato che li "ospita". In Italia questo non avviene, si cerca in tutti i modi di ghettizzare lo straniero, perchè non parla la nostra lingua perchè ha la faccia strana, perchè vuole venire a casa nostra a comandare ma allo stesso tempo lo si sfrutta e utilizza per ciò che l' Italiano ormai ricco, benestante o semplicemente che ha un piatto di pasta a pranzo e cena non vuole fare piu'. A questo punto urge chiedersi perchè nel 2010 non si riesca ad accettare la "diversità" e soprattutto come ancora non si è capito quale risorsa rappresenta questa gente per noi sia in termini lavorativi che soprattutto culturali. Ma forse il motivo è semplice: in uno stato miope, conservatore e fondamentalmente razzista non dimentichiamo affatto da dove siamo venuti, non dimentichiamo che fino a pochi anni fa l'Italiano era il "diverso" di oggi come mansioni da svolgere, ma sappiamo che partendo da lì gli Italiani hanno raggiunto eccellenze in tantissimi settori diventando un paese pienamente "occidentale" e forse la paura di essere raggiunti da questi "diversi" ci porta a difenderci da loro, perchè siamo forse disponibili a cedere qualche euro in caso di terremoti ma difficilmente saremmo disposti ad accettare di sentire dalla cucina di uno straniero un odore d'aglio fortissimo. Fa ancora piu' male al sottoscritto che l'evento scatenante di questa mia insofferenza ad atti di razzismo sia accaduto in una terra nota per la sua ospitalità e per le sofferenze che i suoi abitanti hanno patito. Forse nessuno conosce la strofa cantata tristemente in "un auto targata to" di Lucio Dalla che recita:" mattoni su mattoni sono condannati i terroni a costruire per gli altri appartamenti da 50 milioni", raccontando il viaggio di una famiglia da Scilla a Torino. Forse in quanto ho scritto c'è tanta foga, ma oggi non esistono "uomini neri", ma solo "leoni indomabili" che cercano di sopravvivere nella foresta del nostro pianeta in pace con il resto del branco.

Your rating: None Average: 4 (4 votes)