L'esperienza di un matrimonio "equosolidale"

Matrimonio EquoSolidale Gli «sposi solidali». Cosi sono stati definiti. Non parlo di William e Kate, né di Alberto di Monaco e Charlene. Parlo, molto più prosaicamente, di una coppia di amici che ha voluto fare del giorno delle proprie nozze non solo una festa, ma un'operazione di sensibilizzazione e una dimostrazione di coerenza. Maddalena e Danilo hanno convolato a nozze il 25 giugno. Non sprecherei il mio tempo a scriverne, né chiederei la vostra attenzione, se si fosse trattato di una normale cerimonia, con una tradizionale lista nozze e un altrettanto tradizionale banchetto con immane spreco di cibo e risorse. Il matrimonio di Maddalena e Danilo è stato speciale perché si è trattato del primo matrimonio sostenibile ed equo-solidale di cui ho notizia. La straordinarietà dell’accaduto non risiede tanto nei principi in sé – tirati fuori spesso e volentieri ai vari summit internazionali per evitare di parlare di problemi politici più scottanti - ma nella concreta e coerente applicazione degli stessi. Li conosco ormai da qualche anno, ma sono rimasta comunque colpita dall’attenzione e dalla cura che hanno messo nell’organizzare ogni minimo dettaglio per evitare di danneggiare il pianeta nel giorno in cui hanno unito le loro vite. Da far invidia alla più navigata wedding-planner newyorkese. E raccontare del loro matrimonio perché qualcun altro possa fermarsi un attimo a pensare, mi è sembrato un regalo di nozze degno di loro. Background storico: il rapporto Bruntland Il concetto di sostenibilità è stato formulato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo. Prende il nome da Gro Harlem Bruntland, politica norvegese impegnata per l’ambiente, che all’epoca presiedeva la commissione. Altrimenti noto come «Our Common Future» il rapporto Bruntland definisce lo sviluppo sostenibile come uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possib

ilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. La prima volta che ho sentito parlare di «sviluppo sostenibile» è stato al corso di geografia umana, quando ero ancora studente. E’ un concetto ovvio eppure rivoluzionario, perché obbliga a riflettere su quelle abitudini ripetute che sono una parte consistente della nostra vita. Piccoli accorgimenti che possono sembrare irrilevanti e invece non lo sono quali:

  • Staccare le spine degli elettrodomestici quando non servono, onde evitare lo spreco di energia elettrica che tiene accese le spie luminose (se non altro fatelo per risparmiare sulla bolletta);
  • Evitare di far scorrere ettolitri di acqua mentre ci si lava i denti o ci si insapona sotto la doccia. Le risorse idriche del pianeta sono limitate.

 

Il commercio equo-solidale Il commercio equo-solidale garantisce «che all’operaio sia data la giusta mercede», per usare un’espressione biblica. E’ inutile nascondercelo: sappiamo bene che i nostri ritmi di consumo si reggono sul lavoro degli schiavi. E non mi riferisco solo agli sweatshops cinesi. Basta leggere “Gomorra”, per capire che non è una realtà tanto lontana da noi. Il commercio equo-solidale è un movimento di giustizia economica e sociale: il lavoro di una persona deve essere retribuito dignitosamente. Soprattutto per quanto riguarda i paesi del Sud del Mondo. A voi piacerebbe spaccarvi la schiena per 2,50 Euro al giorno? Non credo. Soprattutto se avete famiglia. E’ vero, il caffé equo-solidale costa un po’ di più di quello commercializzato dai grandi marchi. Però è altrettanto vero che generalmente è anche più buono. Se non volete darvi all’equo-solidale per amore di giustizia, fatelo almeno per gola. Parola di gourmet! Approfondimenti: http://www.commercioequo.org/cees.htm Gli sposi solidali Maddalena Parolin, 29 anni, da quattro è coordinatrice del Consorzio Associazioni con il Mozambico onlus - Tavolo Trentino con il Mozambico presso la sede di Trento. Laureata in Scienze e Tecniche dell'Interculturalità, con indirizzo Cooperazione Internazionale, presso l'università di Trieste, prima di passare al Mozambico si è occupata di diritti umani e Cecenia/Caucaso, collaborando con Peacelink e con Osservatorio Balcani e Caucaso. Nel 2006 ha partecipato alla costituzione del Comitato per la Pace nel Caucaso. E' attiva anche in numerose piccole associazioni del territorio dove vive, la Valsugana (Trentino). Danilo Marchesoni, 33 anni, ragioniere impiegato presso la Cassa Rurale di Caldonazzo, ha studiato Scienze dell'Informazione e della Comunicazione. Ha 10 anni di esperienza nella politica locale, in particolare come referente per i progetti dedicati ai giovani, ha partecipato alla fondazione del Tavolo delle Politiche Giovanili-Piano Giovani di Zona e di alcune associazioni culturali e sportive giovanili. Insegna percussioni e coordina le attività di una cinquantina di allievi del Corpo Bandistico di Caldonazzo. Cosa vuol dire «matrimonio eco-equo-solidale» Banalmente, si tratta di decisioni coscienti e consapevoli. E, a scanso di equivoci, ci tengo a precisare che non sono dettate in base ai costi. Determinate scelte non dipendono dal prezzo. A volte è conveniente, a volte no. Certo, inviare l’invito in pdf implica un notevole risparmio sui costi di stampa e di spedizione. Ma i costi di una birra artigianale sono di regola più alti di una di produzione industriale. Anche la carta riciclata costa di più di quella non riciclata. E sono proprio queste scelte economicamente non convenienti che fanno maggiormente risaltare la coerenza dei miei due amici. Questo è il testo che ho ricevuto in accompagnamento all’invito: Cara Elena, la notizia non sarà una sorpresa, ma eccoci ad invitarti ad uno dei momenti più importanti della nostra vita! Alleghiamo l'invito sperando di poterti avere con noi in questo giorno speciale! Abbiamo deciso di mandare un PDF per una scelta ecologico-sostenibile, come sarà l'impronta di tutta la nostra festa, lasciando la possibilità, per chi ama conservare l'invito, di avere il cartaceo o per posta o al momento della festa, basta informarci! Felicissimi di avere con noi tutte le persone che sono state importanti nei vari momenti della nostra vita, speriamo di ricevere un "ci sarò sicuramente!!!" Un abbraccio Maddalena e Danilo “Blood diamonds?” No grazie! L’Africa è un continente dilaniato dalle guerre. E’ una cosa che anche i cretini cresciuti a pane e Grande Fratello non possono ignorare. Molti di questi conflitti hanno la loro origine nella lotta per il controllo delle risorse minerarie di cui il contintente è ricco. In Congo, uno dei conflitti mediaticamente più trascurati, (secondo le statistiche persino i conflitti russo-ceceni hanno avuto maggiore visibilità) che ha fatto cinque milioni di morti, sono proprio le risorse minerarie ad alimentare la Guerra. Coltan, tungsteno, wolframio. Tutti impiegati nell’industria occidentale dell’elettronica e della telefonia. Per chi volesse approfondire, magari in un secondo momento:http://joystickribelli.wordpress.com/2011/03/10/nintendo-e-non-solo-tung...Anche la guerra in Sierra Leone, particolarmente brutale per le tecniche di combattimento che prevedono l’amputazione degli arti e per l’impiego dei soldati-bambini, ha origine dai diamanti estratti e poi venduti nelle nostre gioiellerie. Grazie a Leonardo Di Caprio, che ha messo a disposizione la sua fama, il conflitto è entrato nei nostri cinema e nei nostri teleschermi, e per una volta, complici le fattezze del bel Leo, abbiamo guardato qualcosa di meno insulso delle c*****te di Maria de Filippi. Maddalena e Danilo hanno considerato i costi sociali e ambientali che l’estrazione dell’oro impone e hanno optato per una scelta pulita e senza sangue, ricavando i loro anelli nuziali dalla fusione delle fedi di due parenti defunti. Un’efficace operazione di marketing Il rinfresco offerto dopo la cerimonia è stato ospitato in Val di Sella, in montagna. Abbiamo trovato ad attenderci, appesi agli alberi e alle pareti dell’albergo (o meglio, un ex albergo ora utilizzato come colonia) che ci avrebbe ospitato per la notte, dei cartelli esplicativi, che ci informavano delle scelte operate e delle decisioni prese. Maddalena mi ha confidato che l’idea di rendere edotti gli invitati sul processo decisionale è venuta a Danilo. Un abito… Made in dignity L’abito da sposa è stato forse la cosa che mi ha sorpresa di più. Avrebbe potuto costituire un’eccezione al principio del fair trade, e la cosa sarebbe passata inosservata o le sarebbe stata perdonata: suvvia, è la sposa, hanno già fatto tanto, l’abito ha diritto di prenderlo come e dove vuole. Soprattutto, non ero convinta che il mercato degli abiti da sposa equo-solidali offrisse una scelta vasta e adeguata. Convinzione senza nessun fondamento se non la mia ignoranza, visto che non mi sono mai interessata alla questione prima d’ora. E invece no. Sono riusciti a scovare persino il vestito da sposa. Come e dove? Maddalena ha scelto un abito prodotto in India da CRC, Craft Resource Center, un'organizzazione del Commercio equo e solidale con sede a Calcutta, che coordina moltissimi gruppi di artigiani in tutta l'India. La Ahimsa peace silk, la seta non violenta ottenuta senza uccidere i bachi, viene lavorata a mano su telai e ricamata secondo le più antiche tradizioni. Gli abiti prodotti dagli artigiani di CRC sono distribuiti in Italia da l’Orlo del Mondo, il primo marchio di abbigliamento che coinvolge in modo diretto e trasparente le realtà produttive del fair trade. Abbiamo acquistato l’abito nella Bottega del Mondo di San Faustino, Brescia. Made in dignity - fabbricato con dignità. www.orlodelmondo.net Birra km 0… o poco piu’ I prodotti a km 0 sono prodotti che vengono venduti o distribuiti nelle vicinanze del luogo di produzione. Hanno il vantaggio di offrire di norma un prezzo contenuto dovuto a ridotti costi di trasporto e di distribuzione, all’assenza di intermediari commerciali, ma anche a scarso ricarico del venditore che spesso è lo stesso agricoltore o allevatore. Offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinità proprio perché si evita una lunga permanenza nei container adibiti al trasporto. I principi chiave sono la valorizzazione della territorialità (anche qualità/specie e ricette locali), l'ecologia nel ridurre i trasporti, la freschezza, la tutela del paesaggio nel caso di produzioni agricole. Vino e birra alla spina... per una gestione ecologica e... partecipata delle bevande con cui brindare! Avremmo potuto scegliere le più competitive, e forse anche blasonate, birre tedesche, ma abbiamo preferito optare per un’ottima birra... km 0, proveniente dal vicino Veneto. La Birra Dolomiti infatti è fatta con il malto delle Dolomiti nella vicina provincia di Belluno. Si tratta di una birra Pils di colore chiaro e dai riflessi dorati. La schiuma compatta e il retrogusto persistente la rende adatta a un consumo a tutto pasto.www.birradolomiti.it Chissà perché c’era sempre un capannello di gente intorno al dispenser! Samuele Io sono fra quelli che riformerebbero l’Art. 1 della Costituzione (L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro) a favore di una formulazione più attuale e aderente alla realtà del paese: L’Italia è una Repubblica fondata sulle raccomandazioni e variazioni sul tema (dicesi velinismo). Lavorare rimane un diritto fondamentale di tutti, non un privilegio di persone già di per sé benestanti. Se aveste fatto uno sbaglio, o vi foste trovati in difficoltà, non vorreste anche voi una possibilità? In Italia sono le cooperative ad occuparsi delle fasce più deboli dei cittadini italiani lasciati senza protezione. La trasmissione Presa Diretta ha portato alla ribalta una tragica realtà, ignorata dai mass media – in compenso sappiamo tutto dei festini di Arcore e ringraziamo sentitamente - dedicando una puntata alle cooperative sociali e al lavoro che svolgono in Italia, dall’emblematico titolo “Arrangiatevi!”http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-711f9be6-15e6-48b8-b5ae-b5752170a56d.html Non credo che Maddalena e Danilo abbiano aspettato di guardare Presa Diretta per rendersi conto che, visto che lo Stato è assente, bisogna darsi da fare da soli. La loro scelta solidale, questa volta, è caduta su una cooperative sociale: Per il catering di questa festa, abbiamo deciso di affidarci ad una cooperativa sociale piuttosto che a professionisti. Samuele Società Cooperativa Sociale è una realtà che consente di sostenere e rendere disponibili opportunità di inserimento lavorativo rivolte a persone che hanno bisogno di aiuto speciale o che, per vicissitudini personali, si sono trovate in un momento di difficoltà. Il servizio privilegia prodotti equo-solidali, dalla filiera corta e biologici, inoltre particolare attenzione è riservata all’utilizzo di stoviglie in ceramica o - come nel nostro caso - in mater-bi, materiale biodegradabile e compostabile al 100% effettuando una attenta raccolta differenziata dei rifiuti prodotti. www.samuele.vsi.it Per i curiosi, aggiungo solo che il viaggio di nozze sarà in Africa, a partire dal Mozambico, il paese a cui Maddalena dedica il suo tempo lavorativo. http://www.trentinomozambico.org/ Ci sarebbe da dire ancora tanto. Del loro rapporto stretto col territorio, per esempio. Del bouquet biologico della sposa (no, non era fatto di fiori di zucca e carciofi, era un vero bouquet floreale). Del Corpo Bandistico e del Coro Polifonico che hanno animato la giornata. Ma purtroppo mi manca lo spazio adeguato. Credo comunque che per dare un’idea generica possa bastare. ------- Ps. Il risvolto curioso è stato che a tavola, fra un piatto di gnocchi di ricotta, un couscous palestinese e un bicchiere di Cabernet trentino, mi sono trovata a immaginare un equivalente del loro menù equo-solidale e a km 0 dall’altra parte dell’Italia, in Calabria…. E che sia mafia-free, ovviamente! Soppressate, pittelle di bianchetti (si potranno pescare?) - greco e mantonico, liquore al bergamotto, poi? 

 

Autore: 
 Maria Elena Murdaca
Data Pubblicazione: 
 20/07/2011