Fanciullesca politica!

Io non chiedo nulla ai politici. Però sono i politici che chiedono qualcosa a me: pretendono la mia attenzione, pretendono la mia approvazione. Dibattiti, momenti d'incontro, confronti per dimostrarmi la loro caparbia convinta onestà al nobile ideale. Sorrido. Poi rifletto, un politico è come un bambino che cerca il compiacimento delle proprie azioni attirando l'attenzione dei genitore "mamma ho fatto questo" e la madre con un cenno amorevole ed una parola buona lo gratifica. Come per un bambino sono vitali queste premurose attenzioni per un politico lo sono le mie seppur meno amorevoli. Bene, mi chiedo allora perché non rivolgermi a loro davvero come un genitori. Un genitore giusto, ma severo. Infondo, penso non sono io che chiedo nulla a loro e questa costante richiesta di attenzione spesso sconfina nella maleducazione, e la cosa grave è che più gli do retta più me ne chiedono. Cosa farebbe un genitore saggio ed equilibrato? Probabilmente se il pargolo diventasse discolo una sculacciata non gliela leverebbe nessuno. Ad un bimbo che invoca la mia attenzione non posso dire di no, ma per educarlo, per il suo bene devo sapergli dire no quando la sua natura fanciullesca prevarica. Allo stesso modo ad un politico non posso negargli la mia attenzione, ci rimarrebbe troppo male ed io non sono un bruto, ma devo sapergli dire no. Magari anche compiacerlo, come un padre buono, ma anche sapere dirgli no. Mi piace questa inversione di "tendenza", mi piace il pensiero che sono io ad educare il politico e che senza la mia approvazione, senza il mio consenso egli non rimane altro che un fregnone che sbatte i piedi...