Giugno Locrese: la rinascita

Autore: 
Paolo Serafino
Data Pubblicazione: 
09/09/2005

Il 24 agosto, nei locali dello stabilimento balneare “la Playa” di Locri, il mare lumeggiato dal chiaro di luna a fare da ineffabile cornice, si è svolta la cerimonia di premiazione della XL edizione del Giugno Locrese. 

Rinasce dunque dopo oltre un ventennio di oblio, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, lo storico premio letterario che tanto lustro ha dato al nome dell’intero comprensorio locrideo. 

Stimolata dal meraviglioso scenario e dal tenore della serata, la riflessione che nasce nell’assistere al nuovo battesimo di una manifestazione tanto gloriosa non può che trovar voce nelle parole del Quasimodo de “Alle Fronde dei salici”, (“E come potevamo noi cantare…?”) memori che il lungo periodo di silenzio del Giugno Locrese è coinciso, fatalmente, con uno dei periodi più bui della storia recente della città. 

Sia, questo, uno dei segni che tracciano la strada della ripresa culturale, economica e morale della nostra terra. 

Lo straordinario successo riscosso dal redivivo agone poetico, quasi 500 componimenti hanno concorso per l’assegnazione del premio per la migliore poesia in lingua e per la migliore poesia in vernacolo, oltre a confermare come la “terra locrese sia cara alle muse” già fin dai tempi di Nosside, ha ribadito la fame di cultura di cui soffre la nostra gente. 

Nel sentire poi i nomi dei vincitori del concorso per le poesie in lingua, primo premio andato a Giovanni Caso di Mercato S. Severina (Sa) e segnalazione al posto d’onore tributata a Felicia Siriani di Caserta, si comprende come il respiro della manifestazione abbia addirittura valicato i confini regionali. 

Per quanto riguarda la poesia in vernacolo, “la nostra lingua madre” per dirla con il prof. Pasquino Crupi, il primo premio è stato assegnato a Pasquale Favasuli di Africo, mentre la segnalazione al posto d’onore è andata ad Ernesto Panetta di Locri. 

Il folto pubblico presente alla serata ha potuto constatare la buona qualità dei componimenti presentati al concorso oltre che dalle declamazioni dei lavori premiati, recitati dagli stessi autori nel momento della premiazione, anche dal consuntivo della manifestazione tracciato dai membri della giuria nei loro interventi. 

La giuria per l’appunto, tra l’altro di primissimo livello, è stata presenziata dal Prof. Walter Pedullà che si è avvalso della collaborazione del prof. Carmelo Filocamo e del prof. Raffaele Speziale per la sezione in lingua, e del prof. Pasquino Crupi assieme al prof. Bruno Pelle per la sezione dialettale; è doveroso menzionare come tutti i componenti abbiano prestato la loro competentissima opera a titolo assolutamente gratutito. E poco male se l’assegnazione dei premi ha visto un disaccordo palese nella giuria, tanto da portare due membri della stessa, la prof.ssa Anna Caroleo ed il prof. Mario Strati, a rassegnare le proprie dimissioni: perché dove più forti si agitano le passioni, inevitabilmente più accese si fanno le discussioni. 

La serata, magistralmente condotta da Ugo Mollica, ha visto anche l’assegnazione al senatore Beniamino Fimognari della prima edizione del premio intitolato al compianto Umberto Ferraro, storico fondatore del Giugno Locrese, e il commosso ricordo del poeta locrese Enzo Agostino, recentemente scomparso. 

Ad allietare la serata un intervento del noto attore locrese Antonio Tallura che, tra il serio ed il faceto, ha recitato alcuni suoi componimenti in vernacolo, strappando sonore quanto inaspettate risate all’attento uditorio. 

Il sindaco di Locri Carmine Barbaro nel suo intervento introduttivo ha assicurato che il massimo impegno sarà profuso per riportare il Giugno Locrese ai fasti passati, auspicando anche la costituzione di un comitato indipendente che si occupi delle future edizioni e delle migliorie da apportare alla formula del concorso. 

Il tempo sembra finalmente giunto di riprendere le cetre appese alle fronde dei salici, e tornare a farle vibrare.

Your rating: None Average: 3.7 (10 votes)