Perchè molti di noi studiano "fuori"?

Autore: 
Emilio Lupis
Data Pubblicazione: 
27/09/2004

Come in molti avranno notato da diverso tempo,nonostante la validità delle Università Calabresi e la presenza di Università prestigiose in città come: Palermo,Napoli,Bari e la stessa Messina, c'è una tendenza alla "migrazione"anche studentesca da Roma in su e non solo per frequentare Università come possono essere le varie Luiss(Roma),Bocconi(Milano) o la Cattolica(Roma,Piacenza e Milano)presenti solo in queste sedi .

Indubbiamente "andare via", così presto priva la nostra zona e il nostro Sud di delle giovani menti volenterose che potrebbero veramente dare una sterzata a tutto l'ambiente.

Le risposte che mi sono dato (essendo tornato a Milano e avendo ascoltato diverse voci del sud dunque non solo calabresi)sono molteplici e provero' a riassumerle.

Come prima cosa in tanti sono convinti che essere laureati "fuori" nel momento in cui si va ad affrontare un concorso possa portare a dei vantaggi per una mentalità che porta a prediligere il "Laureato al centronord"che quello a "Centrosud".

In tanti spostengono che le università del centronord funzionano meglio(forse su questo posso dar ragione almeno paragonando Messina e Milano).Altri scelgono di andare via , per confrontarsi con una realtà nuova.La maggioranza dei pareri che ho ascoltato invece mi ha lasciato un po stranito perchè forse è la prova della difficoltà di riuscire ancora a "sognare"al sud praticamente si sceglie di andare via perchè in previsione futura è quasi certamente al Centronord che si potrà trovare lavoro e dunque si va via a 18 anni in modo che a 30 ci si sia già ambientati e non si stravolga appunto a 30 anni il modus vivendi (ed effettivamente cambiare a 30 anni non credo sia facilissimo anche se ancora non ci sono arrivato).

Io non discuto assolutamente la scelta di studiare fuori del resto chi scrive studia o almeno è iscritto in Scienze Politiche all'Università Statale di Milano dunque non posso certo fare la predica,pero' mi rendo conto che in partenza si arreca al Sud un danno che è quello economico,senza contare che questo danno lo si arreca anche alle nostre tasche, e vi spiego subito il perchè.Andando a studiare fuori si paga un affittoo si compra una casa, ci sono le spese di tutti i giorni quelle per divertirsi le tasse universitarie e quant'altro, soldi che invece di far restare da noi portiamo fuori (senza contare che i prezzi al centronord sono molto piu' alti).Ma effettivamente si torna sempre al problema di base una volta laureati al Sud cosa si fa?

Beh ci sono fortunati che riescono a trovare lavoro altri sono costretti a fare le valigie.

Dunque non è del tutto sbagliato forse andare via, quello che temo sia sbagliato pero' è l'abbandono in cui siamo caduti e sopratutto come chi di dovere non risvegli la mente.

Non è chiaramente pensabile che il Sud si possa rialzare se non c'è nessuno che resti ad aiutarlo e questi sono sopratutto i giovani i quali pero' credo abbiano assolutamente bisogno sia dell'aiuto della società meridionale intesa come i pubblici cittadini e sopratutto serve un risveglio dei nostri cari politici i quali non mi sembra che facciano molto per i giovani e la terra .

Purtroppo nessuno puo' fare l'eroe e cercare di migliorare e cambiare le cose da solo ma serve sopratutto l'aiuto della gente e dei politici perchè la testa e le idee ci sono, quello che manca è la possibilità di mettere in pratica le idee che messe in pratica potrebbero portare al ritorno di tanti emigrati.io sinceramente spero un giorno di poter tornare a lavorare nella mia terra per la mia terra e per la mia gente ma serve l'aiuto di tutti ,aiuto che non puo' essere dato da chi stanzia miliardi per i lebbrosi in Calabria (è successo se non sbaglio due anni fa),realizza un ponte da un sacco di soldi che non serve a nulla oppure spende un botto di soldi per un concerto di Vasco Rossi o come capita in qualche regione del meridione paga un USCIERE piu' di un FUNZIONARIO della regione VAL d'Aosta che se pur piccola produce molto di piu' di una Sicilia Calabria o Campania e non pensa ad incentivare chi vuole investire al sud o favorire coloro che hanno già investito e preferisce far lasciare andare a lavorare i giovani con dei lavori interinali per anni e anni prima di un impiego fisso che comunque resta nel meridione un miraggio.

Dunque per chiudere io credo che negli anni futuri, le "emigrazioni"studentesche e non si possano tamponare e chi è già fuori possa tornare nella sua terra ma quello che serve è la voglia dei cittadini di cambiare e sopratutto Politici locali capaci di sfruttare al meglio il territorio e sopratutto far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune.

EMILIO LUPIS emilio.lupis@giovanilocride.net

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