1861-2004 Ancora questione meridionale

Autore: 
Emilio Lupis
Data Pubblicazione: 
18/11/2004

Questa volta a sollevare la questione da Caltanissetta dove si trova è il nostro Presidente Della Repubblica On . Carlo Azeglio Ciampi il quale giudica "inaccettaile il distacco tra il Mezzogiorno e il resto del Paese".

Continua il nostro Presidente dicendo che"E' intollerabile un tasso di disoccupazione doppio al Sud rispetto al resto del paese".

Per il capo dello stato il sud è destinato a diventare"ancora di piu' la grande questione nazionale italiana"Inoltre da grande esperto di Europa qual'è visto l'allargamento dell'Unione e il calo delle risorse aggiunge che "Tocca principalmente alle autorità statali provvedere a dotare le regioni meno favorite "di infrastrutture. Queste dunque sono le dichiarazioni rilevanti fatte dal nostro Presidente della Repubblica.
Ora la cosa tremendamente triste è che il "Gap" tra Nord è Sud è frutto di un errore di partenza infatti tale gap è nato con l'Unità d'Italia e bene o male con l'andare avanti dei tempi è sempre rimasto.

I motivi sono moltelplici intanto non dimentchiamo che se il Nord è quello che è il merito va anche a coloro che dal Sud sono partiti "con le valigie di cartone"e grazie alle loro fatiche sono riusciti a realizzare quello che hanno realizzato.

Sopratutto nei primi anni dopo la completa unità nazionale al Sud si è fatto molto poco per migliorare le cose visto che la visione che c'era a Torino (ex capitale d'Italia) era quella di una mandria di barbari nullafacenti visti come zavorra del paese .In tempi moderni è evidente la pessima gestione politica a livello locale , il ruolo svolto dalla criminalità organizzata e sopratutto LA MENTALITA' degli abitanti del luogo che non so se sia dovuta alla rassegnazione ,oppure ad una sorta di "benessere"(?)portato da questa situazione.

Ora è fuori di dubbio che l'entrata di nuovi paesi nell'Ue significa meno soldi ma è anche vero che i finanziamenti avuti in precedenza sono stati sfruttati male , pessimamente o sono stati mangiati del tutto e chi ci ha rimesso è stata solo e soltanto la popolazione visto che chi deve gestire questi soldi non credo che abbia troppi problemi economici , e sia chiaro che qui in questo articolo non c'è nulla contro governi di destra o di sinistra anzi...direi che in questo caso c'è una par condicio assoluta nel senso che uno vale l'altro.

Ciampi ha detto che è lo Stato a dover provvedere alle infrastrutture...beh...caro Presidente (che io ammiro tantissimo) sicuramente sarebbe un passo avanti ma temo che il problema delle infrastrutture non sia predominate poichè il problema è che per colmare questo GAP occorre creare benessere economico , il quale una volta creato puo' consentire di farle in proprio le infrastrutture.

Ma come fare per risolvere questa questione che ormai si trascina da oltre 140 anni? Intanto dobbiamo capire che va cambiata completamente MENTALITA',e avere voglia di fare tanti sacrifici ,avere voglia di rischiare di investire per creare aziende piccole , medie e grandi (di ogni tipo da un semplice bar a una industria farmaceutica...).Se si riesce a realizzare queste poche cose a questo punto io credo che LO STATO sarà costretto a prenderne atto e iniziare a TUTELARE CHI INVESTE E CHI CAMBIA MENTALITA' con una maggiore presenza sul territorio,in tutti gli ambiti dalle forze dell'ordine agli incentivi,fino perche' no a promuovere istituti di ricerca scientifica visto che un boom di questo tipo porterebbe molti giovani a restare a casa o tornarci e vista la presenza di ottime Università non vedo perchè non far sorgere questi istituti anche perchè un Sud che inizia a produrre magari non quanto il Nord ma quasi (ma io sono convinto che se inziamo a lavorare per bene il Nord non ci vede neanche con un telescopio astronomico)non credo che allo Stato mancherebbero i soldi per la ricerca,la scuola,la giustizia e tutto cio' che serve a mandare avanti la nostra bellissima Italia.

Insomma per chiudere io credo che se il processo e l'incentivo al cambiamento partira' sopratutto dalle amministrazioni locali in un tempo relativamente breve che si potrebbe ipotizzare in 25-30 anni (RISPETTO AI 140 E ROTTI SONO NULLA)lo scenario potrebbe realmente cambiare in meglio,pero' conviene farlo subito perchè altrimenti è presumibile che la risalita POTREBBE inziare una volta che toccato il fondo si è scavato un po e a quel punto temo sia ancora piu' difficile,per cui come al solito cerchiamo TUTTI di non arrivare quasi al punto di non ritorno per modificare le cose e soprattutto pensiamo ai neonati di oggi che già potrebbero iniziare a cogliere i frutti di questo sogno!

EMILIO LUPIS emilio.lupis@giovanilocride.net

Your rating: None Average: 3 (1 vote)