Eccesso di libertà di informazione e presunzione di colpevolezza

Autore: 
Emilio Lupis
Data Pubblicazione: 
04/07/2005

Articolo 15 della Costituzione della Repubblica Italiana :

La liberta' e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione puo' avvenire soltanto per atto motivato dall'autorita' giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge

Articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana:

La responsabilità penale è personale .
L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva .
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanita' e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.
Tranquilli , non è nelle mie intenzioni tenere una lezione di diritto pubblico , ne di farvi conoscere la nostra Costituzione , ma semplicemente vorrei fare una riflessione sull'accanimento che ogni tanto ci mette la stampa , quando vengono messi in onda dei reportage oppure vengono date notizie su fatti o arresti considerati importanti.

Come è noto , la caccia allo scoop che catturi occhi e orecchie dei cittadini è diventata fondamentale nel giornalismo Italiano. Cio ' che è ancora piu' fondamentale è mettere il titolone del tipo "NUMEROSI ARRESTI ECCELLENTI"(o titoli simili).
Successivamente e in breve lasso temporale , di questi "arrestati eccellenti" in carcere non ce ne sta piu' nessuno (vuoi per innocenza, vuoi per bravura degli avvocati ) e il tutto viene ridotto a 4 righe stringate del tipo "rilasciate le persone coinvolte nell'operazione portata avanti dalle forze dell'ordine la scorsa settimana nella citta' X".
Ora tenendo conto dell'articolo 15 della Costituzione , perchè alla notizia delle scarcerazioni non viene data la stessa rilevanza che a quella degli arresti , lasciando nella memoria del cittadino lontano dai luoghi dove si sono consumati i fatti il ricordo dell'evento negativo ?
La risposta logica sta nel numero di copie vendute da un giornale oppure dal numero di telespettatori in meno che registra l'Auditel nelle sue rilevazioni.

Ma la riflessione piu' importante va fatta sull'articolo 27.
Nessuno è colpevole fino a sentenza...eppure cosa succede?
Che vanno in onda su reti nazionali servizi inerenti la Sa-Rc o presunte tangenti incassate per situazioni varie e che, nonostante l'inchiesta sia aperta , tutti i coinvolti vengono etichettati dai giornalisti come mafiosi e ladri , eliminando dunque la presunzione di innocenza. Succede poi che sempre secondo gli stessi giornalisti , se qualcuno, una volta arrestato, viene in seguito rilasciato, ha riottenuto la libertà grazie a pressioni di ogni tipo e livello (Cose non impossibili, sia chiaro , ma se tali notizie vengono date per certe significa che questi giornalisti ne sanno anche piu' di giudici e inquirenti!)
Insomma, in Italia , basta che arrivi un avviso di garanzia perchè comunque ci sia LA PRESUNZIONE DI COLPEVOLEZZA e da qui scattano processi pubblici di piazza che, anche in caso di assoluzione in tribunale , marchieranno a vita " l'imputato" . A questo punto sinceramente non mi stupisco che vengano fuori certe statistiche in cui si dice che tutti i Calabresi e tutti i Siciliani sono legati, chi piu' chi meno, alla malavita. Del resto, una delle frasi piu' gettonate su carta stampata o tv , specie quando si parla di appalti e non solo è "MA TANTO AL MERIDIONE FUNZIONA COSI' ", ed è da qui, purtroppo, che parte e si esporta l'immagine del popolo colluso, sottomesso , rassegnato e ancor peggio adagiato su questa situazione . Forse sarà il metodo inquisitorio del "Civil Law" a portare a questo tipo di situazioni chi lo sa .
Sia chiaro , in questo articolo non si vuole difendere l'illegalità o la malavita , ma semplicemente attenendosi alla nostra Costituzione , si invita a fare una corretta e giusta informazione , sopratutto quando l'informazione si fa su argomenti così delicati in aree geografiche ancor piu' delicate , che non hanno bisogno di questa negativa pubblicità , ma anzi hanno bisogno di rilancio. Inoltre non si vuole fare del mondo della stampa "un fascio di tutta l'erba" , ma si vogliono invitare i direttori di testate a controllare ed "equilibrare" i servizi da mettere in onda o da mandare in stampa , specie se le inchieste o i processi non sono conclusi. Poi una volta giunti all'epilogo delle fasi inquirenti e processuali , è giusto riportare semplicemente i fatti per come sono emersi , poichè non è corretto affibbiare le etichette in un articolo da prima pagina , o in un reportage di una trasmissione o in un servizio di tg. Per questo esistono quelle finestrelle che si chiamano "Editoriali" dove l'editorialista sotto la propria responsabilita' è libero di dire cio' che vuole nel tempo o nelle righe a lui concesse . Nessuno vuole assolutamente negare che i problemi al sud e non solo esistano , ma andare a scovarli ed emettere sentenze prima che questi siano realmente accertati e giudicati , è un brutto malcostume . A chiusura di tutto e' doveroso aggiungere il contenuto dell'articolo 28 della Costituzione della Repubblica Italiana :


I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli Enti Pubblici sono direttamente responsabili , secondo le leggi penali , civili e amministrative degli atti compiuti in violazione di diritti . In tali casi la responsabilita' civile si estende allo Stato e agli Enti Pubblici.

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