Campi da Golf in Provincia di Reggio Calabria : No Grazie!

Autore: 
Antonio Guerrieri
Data Pubblicazione: 
26/07/2004

Chiunque si trovi a percorrere in treno o sulla 106 quel piccolo lembo di terra nei pressi di Saline Joniche non fa fatica ad accorgersi dell’enorme occasione gettata al vento.

Vedendo quella zona per la prima volta è lo stupore a regnare sovrano e il pensiero immediatamente va alla storia e al destino delle opere lì presenti:

un porto in rovina,una cadente industria chimica mai entrata in funzione e, poco distante, una grande officina delle Ferrovie troppo frettolosamente dismessa.

Storditi dal rapido susseguirsi di ben tre cattedrali nel deserto in pochi metri è solo passando di lì una seconda volta che ci si rende conto del reale danno provocato.

Non vi è solo un fiume di denaro pubblico sprecato, ma soprattutto un paesaggio naturale che, pur non avendo in potenza niente da invidiare alle più famose località turistiche mondiali, è ormai irrimediabilmente compromesso.

L’esempio di Saline è spesso ricordato discutendo sulle scellerate politiche economiche del passato, con le quali si preferì riempire la Calabria di gigantesche strutture industriali, spesso rimaste incomplete o rapidamente abbandonate, piuttosto che puntare allo sviluppo del turismo e delle infrastrutture viarie.

Fortunatamente gli attuali politici sembrano aver aperto gli occhi e lo sviluppo del turismo in Calabria è tra le priorità di ogni candidato.

La smania del turismo a tutti i costi rischia però di far commettere errori analoghi a quelli del passato poiché non è detto che qualsiasi tipo di “turismo” sia sostenibile o possa portare benefici reali al territorio.

Mi riferisco in particolare alla delibera della Giunta Provinciale del 19 dicembre scorso e alle successive dichiarazioni del Presidente Fuda ad una radio nazionale.

In sintesi: “ costruire dai 10 ai 25 campi da golf nella provincia di Reggio Calabria per far decollare il turismo”.

Ciò che fa optare per questa scelta è la previsione di poter così intercettare un ipotetico flusso di migliaia di golfisti del Nord Europa, ma ciò è solo un auspicio che tralascia alcune fondamentali questioni.

E’ bene ricordare che in tutto il mondo la costruzione di nuovi campi da golf è soggetta a critiche e opposizioni da parte non solo di comitati spontanei di cittadini e associazioni ambientaliste, ma anche da parte del mondo della scienza.

E’ infatti provato che la presenza di un campo da golf è quasi sempre deleteria per l’ambiente e il territorio circostante in quanto accelera i processi di desertificazione, salinizzazione e inquinamento delle falde acquifere e altera pesantemente l’equilibrio idrogeologico specie in regioni come la Calabria dove questi rischi sono già drammaticamente attuali.

Ciò è confermato anche da uno studio della Regione Puglia (la quale prevede la costruzione di 9 nuovi campi nel suo territorio) che, pur riconoscendo questi rischi come seri, cerca goffamente di minimizzare il problema auspicando e promettendo la presenza di “particolari attenzioni” nella realizzazione e gestione delle opere.

Questo studio, nato per “tranquillizzare” l’opinione pubblica pugliese, in realtà provoca al lettore l’esatto effetto contrario, poiché cita, tra l’altro, il caso di un già esistente campo da golf , la cui costruzione ha provocato pesanti danni alle falde acquifere per via dell’eccessivo numero di pozzi aperti per fronteggiare l’elevato fabbisogno(ogni giorno pari a quello di un paese di 8000 anime) di risorse idriche.

Inoltre quando si parla della “opportunità” di costruire un nuovo campo da golf non si menzionano quasi mai né le grandi quantità di pesticidi necessarie per il mantenimento del “green” in perfette condizioni né l’elevato numero di alberi da tagliare per adeguare il territorio alle necessità dei golfisti mentre le uniche “note” positive a cui i promotori fan riferimento provengono dalle stesse organizzazioni dei circoli golfistici e da loro propri organismi di controllo ambientale.

Anche per quanto riguarda l’aspetto economico non è sempre tutto rose e fiori. La cronaca è piena di casi di “fallimento” di campi da golf sia negli Usa che in Europa(e in Italia) dovuti sia agli alti costi di costruzione(anche se in parte generosamente coperti da denaro pubblico attraverso leggi create o interpretate ad hoc) sia agli alti costi di gestione.

Detto ciò viene quindi spontaneo domandarsi come mai i campi da golf spuntino periodicamente dalle agende dei politici e qualche malizioso potrà a questo punto pensare che il vero motivo che sostiene quest’anomalo interesse golfistico(più nel costruire i campi che nel gioco in sé) siano i massicci e indiscriminati investimenti edilizi,spesso di carattere speculativo, che accompagnano indissolubilmente, assieme a cospicui finanziamenti pubblici, i campi da golf. Ma se si interpellano i politici coinvolti sul perché delle loro decisioni essi si giustificano con freddo distacco con un “abbiamo solo risposto ad una proposta dei golfisti”, a noi quasi non ce ne frega nulla…(ultima frase aggiunta da chi scrive) Se così fosse tutti quanti avremmo da imparare dai formidabili 86(ottantasei) golfisti calabresi i quali son riusciti nell’ardua impresa di farsi ascoltare efficacemente dalla, per una volta sensibile, classe politica di turno.

Pur complimentandomi con essi per il risultato ottenuto non vorrei crear loro un dispiacere sollevando, dopo quella ambientale ed economica, una questione d’opportunità.

Mi chiedo infatti se puntare su un circuito agrituristico, sui paesi albergo, sul lungomare unico della Locride,sui camping, sui collegamenti veloci con il resto del mondo, sull’offerta “mare-monti” , su solo uno-due campi da golf(se proprio sono necessari) e su qualsiasi altra iniziativa turistica di altro tipo non sia una strada molto più facilmente percorribile,rapida, profittevole e soprattutto sostenibile di quella già annunciata dall’amministrazione provinciale.


ANTONIO GUERRIERI


antonio.guerrieri@giovanilocride.net


Fonti: www.capital.it (da cui è tratta anche l'immagine) www.provincia.rc.it (delibera) www.google.it (serie di siti sull'argomento)

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