Ferrovia Ionica: è giusto smantellarla?

Autore: 
Antonio Guerrieri
Data Pubblicazione: 
26/07/2004

Ferrovia Ionica: è giusto smantellarla? La linea ferroviaria ionica, pur togliendo dall’isolamento il nostro comprensorio e contribuendo allo sviluppo dei centri costieri, fu realizzata a causa della miopia dei politici dell’800, a pochi metri dalla battigia, negando per sempre un agevole accesso al mare e un efficace sfruttamento balneare delle spiagge. Fu certamente un grave danno, ma chi (amministratori e privati) adesso prega perché vengano soppressi i treni e smantellata la strada ferrata,per poi costruire o risanare il territorio, è degno discendente dei suddetti politici perché ignora che, per motivi strategici(in caso di problemi sul Tirreno) e militari, i binari sono destinati a rimanere dove si trovano. Anche per queste ragioni buon senso vorrebbe che la ferrovia venisse valorizzata ad uso e consumo dei cittadini della Locride, piuttosto che tenuta in vita in esclusiva funzione dell’Esercito e dei siciliani/calabresi del Tirreno. COSA FANNO GLI ALTRI….COSA FACCIAMO NOI… Nonostante da anni l’Europa sproni gli Stati a puntare sul trasporto ferroviario(più pulito, più economico, più veloce) e in Italia regioni come Lombardia, Lazio e Campania stiano effettuando massicci investimenti sul trasporto pubblico locale su ferro, in Calabria, dove le strade sono già al collasso per via dell’esponenziale aumento del traffico , si è pensato bene di smantellare di fatto la linea ferroviaria ionica con l’intenzione di riversare sulla S.S.106 decine e decine di autobus oltre quelli già circolanti COSA E’ STATO DETTO? Finora il dibattito è stato animato da due scuole di pensiero : quella de “I treni non si toccano” e quella del “Sono inutili, non li prende nessuno, ci sono i pullman”; in sintesi: poche proposte, tante barricate alzate, miopia politica e imprenditoriale. SITUAZIONE ATTUALE E’ però un dato di fatto che i treni viaggiano spesso semivuoti(ma solo tra le stazioni di Locri e Siderno,poi si riempono nuovamente) e ciò risulta antieconomico per un’azienda socializzata(ovvero suddivisa in società, ma al 100% ancora statale)) come TRENITALIA per cui non ci si dovrebbe stupire che si decida di tagliare i rami secchi. Ma allora non si spiega come mai sia stato soppresso l’ormai mitico Intercity “Velia” per Roma che oltre alla Locride serviva la zona di Tropea ed era uno dei pochi treni in attivo da noi circolanti e qualche dubbio viene anche quando, consultando l’orario, ci si accorge che non esiste al mattino un collegamento tra la Locride e Reggio Calabria nella fascia oraria(la più frequentata da pendolari e studenti) che va dalle 5:55 alle 8:10(e le autolinee ringraziano) mentre ne esistono 3 nella fascia che va dalle 4(!) alle 6 sempre del mattino. Apprendendo l’incredibile notizia che nonostante l’ora il treno delle 5:55(che a Reggio arriva dopo 2 ore) è sempre pieno,c’è da chiedersi: è la gente che non vuole viaggiare in treno o c’è chi, invece di garantire un normale servizio, sembra lavorare d’impegno per fornirne uno pessimo? Gli esempi appena riportati fanno parte di un lungo elenco di illogici, ma voluti( perché da anni presenti nonostante le proteste) disservizi: 1) Carrozze perennemente sporche e maleodoranti(colpa 30%Ferrovie che non le puliscono e 70%viaggiatori che le sporcano) 2) Treni composti da tre carrozze in orari morti e da una in orari di punta 3) Fermate inspiegabilmente lunghe nelle stazioni (anche venti minuti pur senza incroci) 4) Velocità a passo d’uomo per alcuni treni e superiore ai 120h per altri, pur percorrendo gli stessi tratti. 5) Treni da e per la Locride che in prossimità dell’area reggina o catanzarese effettuano servizio metropolitano con evidente penalizzazione degli utenti della Locride( anche due ore e mezza da Roccella per 110 km) 6) Eccessivi oneri per chi acquista il biglietto sul treno. 7) Lunghe, numerose e snervanti fermate effettuate dai notturni da Roma/Torino/Milano prima di arrivare nella Locride 8) treni per Roma e Bari senza carrozza cuccette(nel primo sostituita di recente col più costoso vagone letto) 9) solo una littorina a collegare Catanzaro Lido a Reggio la domenica pomeriggio. Questo collegamento rappresenta l’unico modo a disposizione degli studenti universitari per raggiungere Reggio e pur essendo da mesi sovraffollato non ha subito adeguamenti del numero delle carrozze. SI PUO’ FARE QUALCOSA? A questo punto viene da chiedersi se è possibile che nessuno abbia mai mosso un dito per il nostro terzomondista sistema dei trasporti. In effetti qualcosa è stato fatto anche se pochi ricordano o sanno che, con la deliberaCIPE106/ 99 (fonte:www.regione.calabria.it/trasporti/studi_di_fattibilita.htm (da qualche mese il link è però scomparso ), fu affidato ad un consorzio di imprese di Napoli, Roma e Milano uno studio di fattibilità riguardante l’ammodernamento della linea ferroviaria ionica Metaponto-Reggio Calabria. Lo studio, costato 154.937 € (300.000.000 di Lire), verificata la situazione del trasporto pubblico sull’intera fascia ionica calabrese, ipotizzò tre scenari tra i quali scegliere la soluzione definitiva ai problemi di traffico e di mobilità che, assieme alla pesante carenza di infrastrutture, rendono difficoltosi se non impossibili gli spostamenti dei calabresi “ionici”. Il primo scenario ipotizzato era quello di lasciare tutto così com’è, prevedendo che la domanda non avrebbe subito incrementi negli anni a venire. Il secondo prevedeva di mantenere invariato il trasporto su gomma e di intervenire in maniera leggera sul traffico ferroviario(orari coordinati, tariffe uniche con gli autobus, ecc…). Il terzo, che risultava quello con il miglior rapporto costi/benefici, indicava come opportuna la cessazione dell’assurda concorrenza autolinee/ferrovie(entrambe in qualche modo finanziate con denaro pubblico) lungo la fascia costiera, attribuendo alla ferrovia il ruolo di metropolitana di superficie per collegare rapidamente tra loro i centri costieri, mentre agli autobus, che non avrebbero più intasato la S.S.106, sarebbe rimasto il fondamentale compito di collegare i centri collinari con le varie “marine”. In concreto gli interventi indicati erano: 1)il raddoppio di alcune tratte ferroviarie tra cui la Bianco-Roccella e la Reggio-Melito-Bova 2)l’acquisto di moderne locomotive diesel e di nuove carrozze e navette(modello “littorina”) 3)l’aumento della frequenza dei treni(1 ogni 20min in entrambi i sensi) con orari coordinati a quelli degli autobus. Il costo per la realizzazione di quest’ultimo scenario era relativamente irrisorio( non più di quanto la Regione spende ogni anno per ripianare i bilanci delle autolinee ) ed era già disponibile la copertura finanziaria adeguata, garantita da appositi finanziamenti europei, statali e regionali. QUALCOSA NON QUADRA E’ da notare che in nessuno dei tre scenari si auspica lo smantellamento della ferrovia o l’aumento del numero degli autobus lungo la 106 come invece qualcuno vorrebbe(sindaci di Rosarno e Gioia in primis, “altri” interessati subito dietro ). Si immagini l’inquietante traffico sulla 106, già adesso presente per via degli autobus all’ora di pranzo o la mattina, moltiplicato per tutte le ore del giorno. COSA SI PUO’ FARE… Da quanto finora detto è facilmente intuibile che basterebbe un’accorta ottimizzazione degli orari e delle fermate ed altri piccoli interventi di natura organizzativa(0 € di spesa) per iniziare a dare ai cittadini della Locride la possibilità di spostarsi comodamente e velocemente lungo la costa jonica(in un’ ora per Reggio/Catanzaro). Anche per i treni a lunga percorrenza gli interventi richiesti sarebbero solo di natura organizzativa. Per facilitare i collegamenti con le grandi città i treni per/dalla Locride dovrebbero avere lo stesso numero di fermate( prima/dopo Paola ) dei treni per/dalla Sicilia ovvero fermarsi solo nelle grandi stazioni di passaggio, Bologna,.Firenze Campo di Marte, Roma Tiburtina, Napoli P.za Garibaldi, (le città dove risiede la maggior parte dei calabresi), riducendo drasticamente il tempo di percorrenza di almeno 2ore e divenendo finalmente treni al servizio dei calabresi( e dei turisti diretti da noi ) e non utili solo ai viaggiatori campani. Sarebbe inoltre opportuna l’istituzione di tre treni Intercity diurni (giornalieri durante il periodo estivo e natalizio, venerdì e domenica durante il resto dell’anno) per Milano/Roma/Torino per chi come anziani, donne e bambini preferisce evitare i treni notturni. Infine limitare le fermate, lungo la tratta Lamezia-Roccella-RC, alle stazioni di Catanzaro, Catanzaro Lido, Soverato, Monasterace, Roccella, Gioiosa, Siderno, Locri, Bovalino, Bianco, Brancaleone, Bova, Melito P.S., dove si concentra la maggior parte dei viaggiatori. …E CHI DOVREBBE FARE! Spetta ai Sindaci della Locride, in sinergia con quelli della zona di Tropea (nostra “gemella” a livello ferroviario), il compito di alzare la voce, con proposte concrete e non solo proclami, presso la Regione(che gestisce i treni a livello locale), Stato e Trenitalia, ma anche i cittadini della Locride hanno un dovere: evitare la rassegnazione e il solito ritornello “ce lo hanno cacciato”(un ospedale, un treno, un ufficio), usando l’impersonale, come se i responsabili fossero oscuri e lontani, quando invece essi hanno un nome, un cognome e ogni cinque anni anche un sorridente volto affisso sui muri...

STUDIO DI FATTIBILITA'SU RADDOPPIO FERROVIA IONICA

Your rating: None Average: 5 (1 vote)