Emergenza 'Ndrangheta: davvero lo Stato non può fare di più?

Autore: 
Antonio Guerrieri
Data Pubblicazione: 
19/10/2005

A tre giorni di distanza dalla tragica domenica Locrese il “nostro principale dipendente” ha finalmente trovato il tempo, ma solo perché sollecitato, per spendere due parole sull’omicidio Fortugno.

Tre giorni in cui il tempo per sbeffeggiare Prodi e le primarie, inaugurare la nuova super sede di Forza Italia, ribadire la necessità di abolire la par condicio è stato più volte trovato.

“E’ sceso Pisanu, che si doveva fare di più?” è la tragicomica e rabbrividente dichiarazione con cui il Capo dell’Esecutivo Italiano, con visibile fastidio, ha presumibilmente fatto gelare il sangue alla famiglia Fortugno, ai tantissimi Locridei onesti, agli Italiani.

Sarebbe bastata una semplice dichiarazione di solidarietà alla famiglia, di impegno, di speranza.

Sarebbe stato sufficiente un segnale. Ma verso la gente onesta e non verso la criminalità che grazie a questo silenzio ha ancora una volta avuto conferma di poter agire impunita.

No Presidente, non può bastare la discesa di Pisanu, il quale ha snocciolato cifre e rassicurato che tutto (che domande!) va bene lasciando con l’amaro in bocca e insoddisfatti tutti i presenti.

Non può bastare la cattura di qualche latitante se poi in pochi mesi nella “piccola” Locride avvengono ventitre omicidi di ‘ndrangheta ancora impuniti.

Non può bastare dire col sorriso sulla bocca che si sta facendo più del possibile affermando che il rapporto forze dell’ordine – abitanti è superiore al resto d’Italia quando poi le statistiche mostrano una provincia con una densità mafiosa, un numero di reati e fatti come quelli di domenica che rivelano una situazione “modello Baghdad”.

Ci venga spiegato perchè in provincia di Reggio i Questori cambiano mediamente ogni 12 mesi.

E perchè venga inspiegabilmente sospeso il Gruppo Operativo Speciale Calabria, soppressi la Squadra Mobile di Locri, i N.A.P.S di Bovalino ed ad ogni finanziaria si prospetti il trasferimento di altri importantissimi baluardi dello Stato?

Il Governo, lo Stato, potevano e devono fare di più. Ne hanno i mezzi, forse non la volontà.

Basterebbe un “Decreto Locride” così come nell'89 fu previsto per la città di Reggio Calabria al culmine del suo declino e degrado.
La situazione è straordinaria e straordinaria deve essere la reazione dello Stato.
Bisogna iniziare a pensare alla Locride come una provincia a sé e prevedere nell'immediato una sottoprefettura, una sottoquestura, la DIA e un sottocomando provinciale ad hoc per ogni reparto delle forze armate (Carabinieri, ROS, Guardia di Finanza, ecc.) aumentando gli organici e le risorse destinati alla Calabria.

Di pari passo va attuata in tutta la Calabria la tolleranza zero verso infrazioni e piccoli reati attraverso il pattugliamento “leggero” delle strade da parte di unità dell'Esercito (meno influenzabili dal condizionamento ambientale) seguendo le osservazioni derivanti dalla “Teoria della Finestra Rotta” ( cercate su Google vari testi che trattano eccellentemente l'argomento, ne vale la pena ).

Caro Premier, un atteggiamento così freddo, distante da parte di un uomo dello Stato non si ricorda a memoria d'uomo.

Lei stesso reagì diversamente, e la situazione era molto meno grave, dopo l'omicidi di Marco Biagi a Bologna.

La Locride, l'Italia non meritava questa reazione. E' un grande Paese, forse è chi lo guida ad essere piccolo...

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